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Borsa e mercati

La scommessa da 636 milioni sugli alberghi di lusso italiani

Dalla Costiera Amalfitana al Lago di Como, un magnate inglese ha deciso di puntare sull’esclusività del Belpaese, dove il costo delle camere è cresciuto di oltre il 54% dal 2019

La questione culturale non finisce a Venezia

L’estate italiana, all’insegna del buon cibo e della «vita lenta» non è una novità di quest’anno, né semplicemente un trend sui social. Sono sempre di più i viaggiatori facoltosi che ambiscono a una settimana in qualche albergo lungo la Costiera Amalfitana o affacciato sul Lago di Como. E un simile trend non è passato inosservato.

Sir Christopher Hohn, uno dei gestori di hedge fund più redditizi al mondo, ha deciso di cogliere l’opportunità al volo e investire 636 milioni di dollari in prestiti per alcuni hotel di lusso in Italia.

La scommessa è semplice: la bellezza del tricolore non sfiorirà, così come la sua esclusività e, di conseguenza, la sua attrattiva non potrà che crescere. Nello specifico, sono quattro gli alberghi nel mirino del Sir inglese: l’Hotel Danieli di Venezia, l’Hotel Ceasar Augustus sull’isola di Capri, per cui ha concesso un prestito di 132 milioni, il Six Senses sul Lago di Como, con un finanziamento di 74 milioni, e il Mandarin Oriental di Milano (prestito di 38 milioni). La quota più consistente del suo piano di finanziamento, parliamo di 392 milioni di dollari, va proprio a Venezia dove lo storico edificio gotico affacciato sulla laguna e costruito alla fine del XV secolo è stato recentemente sottoposto a un’importante ristrutturazione dopo che, nel 2022, la sua gestione era passata al gruppo Four Seasons. Al di fuori dell’Italia, il The Children’s Investment Fund, il fondo gestito da Hohn, detiene anche un’esposizione di 62 milioni di dollari relativa a un prestito concesso all’Hotel Six Senses di Ibiza.

Il metodo dell’imprenditore è chiaro: segue il potere di determinazione dei prezzi, puntando su società non solo di alta qualità, ma in grado di imporre aumenti dei prezzi superiori all’inflazione e resistere alla concorrenza. Questa filosofia si applica alla perfezione agli alberghi di lusso italiani. Basti pensare che il ricavo per camera disponibile è salito del 53% tra il 2019 e la fine del 2025 in Italia, a un ritmo più rapido di qualunque altro Paese europeo. E a trainare questo aumento sono, senza dubbio, gli hotel a cinque stelle. C’è però anche un altro fattore che gioca a vantaggio del nostro Paese - forse per la prima volta: norme molto stringenti. In Italia, soprattutto negli ultimi anni, sono state imposte regole urbanistiche molto rigide e scarsi siti idonei alla costruzione, limitando così ulteriormente l’offerta.

In altre parole, dietro la cartolina dell’Italia fatta di palazzi storici, laghi e Costiere c’è un vero e proprio asset per il mercato.

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