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Aziende

Accusa a Meta: “Sfrutta i minori”. Tonfo in Borsa

La causa intentata da 29 Stati Usa. I pm: “Ha reso i giovani dipendenti”. A rischio Instagram e Fb

(FILES) (Mark Zuckerberg, CEO of Meta, looks on during the US Senate Judiciary Committee hearing "Big Tech and the Online Child Sexual Exploitation Crisis" in Washington, DC, on January 31, 2024. Opening arguments begin on August 18, 2026, in the federal trial of Meta, the social media titan accused of deliberately making Instagram and Facebook platforms addictive to children, with a coalition of states seeking $200 billion dollars in penalties. In what many experts have called social media's "big tobacco moment," Meta stands charged with harming children by using technology specifically designed to foster addiction among young users in a similar fashion to cigarettes. (Photo by Brendan SMIALOWSKI / AFP)

Inizia a Oakland, in California, il maxi-processo contro Meta, con 29 Stati americani che accusano l’azienda di aver progettato Facebook e Instagram in modo da nuocere alla salute mentale dei giovani utenti e creare dipendenza. E Meta Platforms segna un tonfo del 3,53% a Wall Street, scivolando a 548,89 dollari.

Meta ha reso i minori dipendenti e li ha «sfruttati», oltre ad aver «ingannato» il pubblico, sono le accuse dei procuratori generali illustrate nelle arringhe iniziali. Megan O’Neill, vice procuratore generale della California, ha dichiarato alla giuria composta da otto membri che il modello di business della società consisteva nel «catturare gli utenti, trattenerli il più a lungo possibile, raccogliere i loro dati e poi nascondere la verità al pubblico». «Ha funzionato particolarmente bene con i più giovani», ha aggiunto O’Neill, spiegando alla giuria che la causa non mira a eliminare Instagram o i social media e «non riguarda il fatto se i social media possano offrire dei vantaggi ad alcune persone». California, Colorado, Kentucky e New Jersey sono alla guida di un gruppo bipartisan di 29 stati che hanno citato in giudizio Meta affermando che avrebbe progettato Facebook e Instagram per creare dipendenza nei bambini e negli adolescenti, causando danni quali ansia, depressione e persino il suicidio.

Al termine del processo, che ci si attende prosegua per sei settimane, la giuria emetterà un verdetto consultivo, ma sarà il giudice distrettuale statunitense Yvonne Gonzalez Rogers a stabilire l’eventuale responsabilità dell’azienda, e nel caso imporre sanzioni civili e ordinare modifiche ai due social. La posta in gioco è alta, con autorevoli esponenti delle istituzioni di tutto il Paese che premono affinché Meta risponda delle presunte violazioni di leggi federali e statali, tra cui il Children’s Online Privacy Protection Act. «Aveva bisogno dei giovani e doveva rassicurare chi aveva a cuore la loro incolumità sul fatto che fossero al sicuro», ha detto ancora O’Neill in apertura. La giuria ascolterà le accuse di tutti e 29 gli Stati, mentre si prevede che i legali di Meta sosterranno che abbia profuso enormi sforzi per garantire la sicurezza dei ragazzi online. L’azienda ha già affermato di non aver mai rilasciato dichiarazioni fuorvianti sul tema, e che gli Stati non sono riusciti a dimostrare che i propri cittadini abbiano subito danni. Nel corso del procedimento è prevista la testimonianza del co-fondatore e Ceo di Meta, Mark Zuckerberg, e del responsabile di Instagram, Adam Mosseri.

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