Cresce l'export italiano (8,8% ad aprile su base annua, fonte Eurostat), pur tra i marosi rappresentati da dazi, guerre e aumento dei costi di produzione. La questione diventa ancor più interessante se pensiamo al sistema produttivo italiano. Dove, l'universo delle piccole e medie imprese giova ricordarlo vista la generalizzata smemoratezza ne rappresenta oltre il 95%. Perciò, è facile concludere che le pmi hanno avuto un peso determinante al raggiungimento del lusinghiero traguardo. Facile ma difficile da evidenziare. Perché nel Belpaese permane una diffusa diffidenza verso le pmi. Quasi fossero un problema anziché la soluzione a molti problemi dell'economia reale. Il ritornello a cui ricorrono i soliti noti è uno schiaffo alla realtà: non si va da nessuna parte se l'ossatura del sistema produttivo continua a essere rappresentata da aziende di dimensioni troppo contenute. Poiché i soliti noti hanno voce in capitolo, tale pensiero diventa criterio generalizzato e le pmi prendono le sembianze del brutto anatroccolo, un soggetto che non porta alcun beneficio alla competitività italiana per una limitata capacità produttiva. Questa visione ideologica viene tradotta in nanismo delle pmi. Invece, le cose stanno in modo differente. Dimensioni ridotte delle aziende nostrane non significa presenza anonima sui mercati, un viaggiare a scartamento ridotto. I numeri dicono quanto sia miope questa lettura. Prendiamo la produttività del lavoro delle imprese manifatturiere italiane, ebbene oggi è più alta di quelle tedesche. Dunque, il capitalismo delle pmi funziona. Esse si dimostrano resilienti nonostante operino in quasi perfetta solitudine. In un clima avverso. Domandano, finora inutilmente, piani industriali che tengano conto del fatto che esistono e lavorano per affermarsi, nella complessità, quale modello originale di sviluppo.
E si tengono saggiamente alla larga dal chiedere gli aiuti di Stato. Perché conoscono e ne pagano anch'esse le conseguenze la storica cattiva pratica del salvagente pubblico che viene lanciato alle presunte grandi aziende in conclamata crisi.Info@pompeolocatelli.it