La rilevazione del Termometro Famiglie di MBS Consulting - Cerved Group realizzata a fine luglio 2026 fotografa un parziale miglioramento del clima di fiducia delle famiglie italiane dopo il picco di preoccupazione registrato a maggio. Il contesto geopolitico e socioeconomico continua a incidere sull’economia domestica, ma alcuni indicatori segnalano un primo alleggerimento della pressione percepita su bilanci, risparmi e consumi. Il Termometro Famiglie è un’indagine sotto forma di intervista che ha coinvolto 609 famiglie diversificate per reddito, professione, area geografica e composizione del nucleo.
Il segnale più evidente riguarda la diminuzione della percezione negativa dell’attuale contesto geopolitico e socioeconomico: la quota di famiglie che continuano a segnalare effetti negativi sulla propria condizione economica scende al 74,9% (a maggio era 83,1%). Il dato resta elevato ma in linea coi livelli degli ultimi due anni, confermando un clima improntato alla cautela.

Sul fronte del risparmio familiare emergono segnali di miglioramento. Cala al 57,1% la quota di famiglie che dichiara di aver intaccato i propri risparmi, mentre sale al 42,8% la quota di chi riesce a far fronte ai consumi con il solo reddito disponibile. La pressione sui risparmi si alleggerisce, ma resta diffusa: più di una famiglia su due continua infatti a utilizzare il risparmio come riserva per sostenere le spese correnti.
Il miglioramento si riflette anche nelle abitudini di acquisto. La quota di famiglie che dichiara di aver ridotto gli acquisti scende al 38,9%, in netto calo rispetto al picco di maggio. Parallelamente cresce l’area di chi non segnala variazioni, mentre resta rilevante la quota di famiglie che modifica le proprie abitudini senza ridurre gli acquisti. Il dato suggerisce un quadro meno restrittivo, ma ancora caratterizzato da scelte di spesa selettive.
Le aspettative per i prossimi mesi recuperano rispetto a maggio, pur restando orientate alla prudenza. Il 79,8% delle famiglie continua a prevedere un periodo più difficile del solito dal punto di vista socioeconomico, mentre sale al 20,2% la quota di chi ritiene di poter affrontare i prossimi mesi con serenità. La maggioranza dei nuclei familiari continua quindi ad attendersi un contesto complesso, anche se il picco di pessimismo appare in parte rientrato.
La mappa delle preoccupazioni resta ampia, ma il livello di allarme si ridimensiona in modo trasversale. Le famiglie continuano a guardare con maggiore attenzione ai conflitti geopolitici, ai prezzi di gas ed energia, alle tensioni commerciali, al clima e al costo della vita. Si attenuano invece alcune preoccupazioni legate a sicurezza sociale, sicurezza personale, immigrazione, nuove tecnologie e condizione lavorativa, pur all’interno di un quadro ancora esposto a molteplici fattori di rischio.
Dentro questo scenario, le famiglie confermano una forte attenzione ai temi della protezione. La sostenibilità viene letta in chiave concreta e vicina alla vita quotidiana: riduzione delle disuguaglianze, sicurezza del territorio, tutela dell’ambiente e diritto alla salute guidano le priorità. Anche la gerarchia dei valori familiari resta centrata su salute, sicurezza personale, assistenza in caso di non autosufficienza, futuro dei figli e tutela del potere d’acquisto.
