Vivendi non ferma Mediaset, in un anno utile raddoppiato

Giordani: "Aperti ad ogni possibilità su Prosieben e confermiamo il piano Mfe". Ricavi a 2,9 miliardi

Sale l'utile di Mediaset nel 2019. Nonostante lo stillicidio giudiziario con Vivendi la società guidata da Pier Silvio Berlusconi ha registrato profitti per 190 milioni contro i 97 dell'anno precendente al netto di operazioni straordinarie come la plusvalenza su Ei Towers. Forte il taglio dei costi, pari al 20%. Il risultato operativo (Ebit) cresce con decisione a 354 milioni rispetto ai 73 del 2018 e l'indebitamento finanziario, escludendo gli investimenti per l'acquisizione del 15,1% della tv tedesca ProsiebenSat.1 Media, si attesta a 768 milioni rispetto ai 736 milioni dell'anno precedente. In miglioramento la generazione di cassa: 263 milioni dai 211 del 2018. In contrazione i ricavi passati da 3,4 a 2,9 miliardi

In realtà il Biscione non ha ancora deciso se mantenere o meno l'investimento tedesco: «Decideremo se rimanere, uscire o incrementare dopo le loro decisioni sul piano industriale che saranno prese il mese prossimo - ha detto Marco Giordani, direttore finanziario del gruppo Mediaset -. Siamo i principali azionisti, non siamo presenti nel supervisory board e il management sta eseguendo la sua strategia senza chiederci nulla come è normale e corretto - ha detto ancora il manager -. Andremo avanti nel monitorare la situazione. Credo che l'azienda approverà il proprio business plan e una nuova strategià». Giordani ha anche ricordato che Prosiebensat ha recentemente investito nell'e-commerce, mentre Mediaset è focalizzata sui media e il progetto di consolidamento anche a livello internazionale è focalizzato su quelle attività. «Al momento siamo sempre più convinti che il progetto Media For Europe sia la naturale evoluzione strategica non solo per Mediaset, ma per tutto il comparto televisivo» ha detto Giordani.

Sul fronte delle controversie con Vivendi va ricordato che il tribunale di Milano e i giudici olandesi hanno già respinto i ricorsi presentati dai francesi per bloccare il progetto Mfe. «Ora stiamo aspettando il giudizio del tribunale di Madrid - ha detto Giordani - il cui responso è previsto entro la fine di marzo o l'inizio di aprile».

Ci sono però anche altre incognite. Se il 2019 è stato un anno buono con flussi di cassa migliorati e un bilancio solido «non possiamo prevedere quali saranno gli impatti del coronavirus anche se stiamo lavorando per mantenere leggera la struttura dei costi per rendere la società più flessibile». Non c'è dubbio infatti che, anche se gli ascolti sono migliorati dato che le persone sono confinate in casa, sul fronte pubblicitario la situazione non è semplice. E se per la pubblicità il mese di gennaio e febbraio sono stati positivi, non è così per marzo, secondo quanto spiegato da Matteo Cardani, direttore generale di Publitalia. «L'anno è stato molto buono con un amento pubblicitario pari al 2,1% poi è arrivato il coronavirus. Ci siamo mossi molto velocemente, già alla fine di febbraio, in modo da garantire la continuità del business». Ieri in Borsa il titolo Mediaset ha ceduto il 2,3% a 1,63.

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