Effetto sanatoria su Lampedusa triplicato il numero di clandestini

Dai 1200 sbarchi del luglio 2005 si è passati ai 3000 di questo mese

Marzia Paolucci

da Roma

L’assalto alle coste di Lampedusa non si ferma. Ancora immigrati clandestini hanno attraversato ieri le nostre acque nella speranza di condizioni di vita migliori nel nostro Paese. E una barca con 109 clandestini, tra cui quattro donne, è stata avvistata dall’equipaggio di un traghetto all’uscita del porto di Lampedusa.
Una escalation senza soste visto che, secondo dati diffusi dalla Guardia Costiera, gli sbarchi nell’isola siciliana hanno superato in questo mese quota 3000 contro i 1200 del luglio dello scorso anno. Come dire che, complice l’effetto annuncio della sanatoria firmata dal governo Prodi, il numero di clandestini è praticamenmte triplicato nell’arco di un anno.
L’ultimo assalto alle coste italiane, avvenuto ieri, non ha avuto comunque conseguenze drammatiche. Dei 109 clandestini sbarcati, soltanto dieci hanno avuto sintomi di disidratazione per i quali si è provveduto alle prime cure nel vicino poliambulatorio. Il giorno prima invece, l’epilogo era stato ben diverso: venti immigrati, tra cui anche sette bambini, sono morti di stenti per fame e per sete mentre tentavano di toccare terra a bordo di un altro dei «barconi della speranza» rintracciato da un peschereccio siracusano 40 miglia a sud dell’isola di Malta.
Una situazione ormai sempre più drammatica, quella dell’isola, dove in sedici giorni, per la precisione dal 10 al 26 luglio, secondo i dati del Viminale, ci sono stati ben 2111 arrivi da 25 destinazioni diverse. A guidare la classifica il Marocco con 674, segue l’Eritrea con 369, l’Egitto con 300 e la Tunisia con 230. Gli sbarchi da tutti gli altri Paesi, dagli 84 etiopi ai tre siriani, restano tutti al di sotto del centinaio. Si rinfocola così la polemica fra gli opposti versanti politici, soprattutto ora che il Consiglio dei ministri ha appena approvato l’ultimo decreto flussi e quello sui lungo soggiornanti in base al quale diventa possibile ottenere la carta di soggiorno dopo cinque anni trascorsi continuativamente in Italia. Secondo i primi conteggi del Viminale l’aumento complessivo risulta essere del 25% rispetto al 2005. E mentre il ministro Amato ribadisce l’importanza dell’intesa raggiunta con il commissario europeo Franco Frattini per una missione urgente a Lampedusa di pattugliamento congiunto delle coste già a partire da agosto, il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero disegna i contorni delle modifiche da apportare alla Bossi-Fini. A partire da un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro «non indiscriminato». In pratica, gli stranieri non dovranno più avere un’occupazione ma potranno entrare nel nostro Paese anche solo per cercarla. Una «innovazione» che renderebbe ancora più fragili le barriere di ingresso nel nostro Paese, trasformando l’Italia nel vero ventre molle del Mediterraneo.
«Per ogni straniero - prefigura Ferrero - ci vorrà uno sponsor, sorta di garanzia fornita dall’associazione imprenditoriale o di volontariato che si prenderà cura dell’immigrato e una dote. Pensiamo a 2-3mila euro ma ci stiamo ancora lavorando. In questo modo si crea una rete di relazione in modo da mettere il migrante in un contesto».
Questo, secondo il ministro, il metodo per «garantire all’immigrato l’entrata regolare fin dalla prima volta. «La legge Bossi-Fini - continua Ferrero - ha impedito l’entrata regolare degli stranieri. È la Bossi-Fini a creare Lampedusa» rincara il ministro che giorni fa non aveva mancato di criticare lo strumento del decreto flussi. «E fra l’altro non si può spendere l’80% delle risorse solo per la sicurezza. Noi abbiamo dovuto far fronte all’emergenza - conclude - il governo di centrodestra ha fatto una sanatoria di 700mila immigrati. Noi invece vogliamo regolarizzare chi ha già un lavoro, oggi ci troviamo con 500mila irregolari ma in realtà ce ne sono di più che lavorano in nero e non pagano le tasse. Frutto della politica del centrodestra, è questa la situazione che abbiamo trovato».

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