«Eliot mi appoggia ma non è facile»

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Carissimo,
Eliot appoggia la mia candidatura al Nobel. Ha scritto a Lescure, su per giù: «sapevo che Ung. doveva essere un poeta importante: ma leggo male l’italiano. Ora dai Cinq livres, ho appreso che la sua opera è importantissima. Ne scrivo al Nobel». Anche Marcel Raymond appoggia, e Bachelard. Poulet dedicherà un lungo saggio in «Critique», dove questo mese dev’essere uscito sui nuovissimi Cinq Livres una nota di Pieyre de Mandiargues, importante. E note sono uscite in tutte le riviste e giornali letterari francesi. La mia serie di letture e commenti di mezz’ora ciascuno sono stati fatti alla Radio Naz. Francese, ogni settimana, per sette settimane. Non vuol dire che avrò il Nobel. Non è facile. Ma mi ha almeno procurato il conforto, l’uscita dei Cinq Livres, che, insomma, nel mondo, si sa leggere.
Ho letto le coglionerie di Orelli sull’Infinito. Il Tasso e il Petrarca non c’entrano: c’entrano i testi stessi del Leopardi. E non si tratta dell’ironia post-laforguiana; si tratta dell’ironia romantica: e che il mare nel quale naufragava la vita fosse un mare di «morti», un nulla, è visione grandiosa, \immensità, e nello stesso tempo l’opposto: l’orrenda \ disillusione del nulla. E che l’infinito non fosse che illusione prodotta dal finito non è invenzione mia; ma dei romantici, da Leopardi a Baudelaire. L’ironia romantica è nei testi: non è mia invenzione. \
Ungaretti

\ 27/8/1955
Carissimo,
avrai letto in un numero dell’«Unità», una mia dichiarazione: al Viareggio ho sostenuto per la poesia Bigongiari, Manfredi, Betocchi e Cacciatore. Cacciatore aveva dalla parte sua tutti i giudici che stanno a Roma, e che hanno con lui consuetudine d’amicizia. \ I premi sono fatti come sono fatti. E il Viareggio a volte fa il miracolo di riconoscere uno scrittore d’eccezione (sono gli unici che durano) come Gadda, e di solito riconosce scrittori di merito, ma probabilmente solo legati a una attualità polemica, e spesso non di carattere interamente artistico.
Per il Napoli, c’è l’universo: Grande, Stefanile, Buzzi, Comi, Sinisgalli, tutti i Mondadori, tutti i Meridiana, e poi altri duecento. Farò di tutto perché tu possa avere almeno, poiché è prevedibile che il premio si dividerà, una parte della torta. Farò l’impossibile. Ma non farti illusioni.


E dopo, dai premi letterari mi libererò per sempre. Non puoi immaginare le amarezze che se ne ricavano. E la perdita di tempo.
Un abbraccio dal tuo
Ungaretti
anche alla sposa.

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Carissimo,
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Ungaretti

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