Emendamenti su punti remoti di raccolta

Emendamenti su punti remoti di raccolta

Filippo Grassia

Nel mare degli emendamenti alla Finanziaria spiccano due proposte sulle scommesse sportive in apparente antitesi fra loro, entrambi riguardanti l’estensione della rete sul territorio attraverso punti remoti. Gli emendamenti 40 e 50, presentati dai senatori Salerno-Ruvolò e Ferrara-Girfatti, concedono a ciascun concessionario di incrementare «la propria attività mediante l'apertura di sportelli, in un numero non superiore a tre, distaccati in sedi diverse dai locali nei quali effettua già la raccolta di scommesse, prioritariamente collocati in zone non servite dalla rete professionale di raccolta, da attivare entro il 31 marzo 2006». Il testo ribadisce il criterio della territorialità laddove precisa: «Il Ministero dell'economia e delle finanze, attraverso l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, definisce con propri provvedimenti l'assegnazione ai concessionari di scommessa a quota fissa, nell'ambito provinciale di esercizio della concessione, di punti in numero da uno a tre, ad essi collegati in tempo reale». È uno degli obiettivi di Snai.
C’è poi un altro emendamento, il numero 56, portato avanti dagli onorevoli Ciccanti e Tarolli, che coniuga la tesi cara a Sisal per implementare i punti di raccolta, ma in accordo con i concessionari delle scommesse sportive. Esso prevede infatti che i concessionari del gioco del Lotto, dei concorso pronostici enalotto, dei concorsi pronostici sportivi, comprese le scommesse a totalizzatore su base sportiva, e del concorso pronostici Totip «potranno svolgere, attraverso i propri punti di raccolta, a favore dei concessionari per l'esercizio delle scommesse a quota fissa, attività di apertura di conti di gioco, effettuazione dei servizi di accredito del denaro ai suddetti conti di gioco, consegna delle ricevute attestanti la vendita della scommessa, purché emesse attraverso apparecchiature collegate in rete con il centro telematico del concessionario stesso, pagamento delle vincite». In altre parole i ricevitori fungerebbero da punti remoti dei concessionari sportivi, anche questi probabilmente su base territoriale.
Tutti d’accordo, i provider, sulla necessità di aumentare tipologia delle scommesse e palinsesto: in tempi diversi ne hanno parlato Ughi e Ginestra di Snai, Sandi di Sisal, Passamonti di Match Point e Taricone di Totosì. Al momento ci sono soltanto lievi variazioni di quote fra un punto di raccolta e l’altro. Il format, eguale ovunque, impedisce ai concessionari di presentare offerte diverse e di fare concorrenza ai più spregiudicati bookmaker esteri. L’imprenditorialità dei concessionari si misura anche sulla gamma delle proposte e, perché no, sui rischi conseguenti. Urge una decisione.
Cambiamo argomento. Qualche giorno fa è stato firmato il decreto che ufficializza la terza estrazione settimanale di Lotto e SuperEnalotto dopo 4 mesi di sperimentazione. Positivi i dati del SuperEnalotto: + 9% rispetto al corrispondente periodo del 2004 con un incremento del montepremi di 32 milioni di euro. In questo stesso periodo, invece, il Lotto ha perso oltre la metà del fatturato: nelle 53 estrazioni dal 21 giugno al 20 ottobre la raccolta è stata di 2.141.364.946 di euro contro i 4.509.004.330 di euro incassati nello stesso periodo del 2004 con sole 36 estrazioni. Per gli esperti la differenza è dovuta al gioco sul 53 della ruota di Venezia che un anno fa catturò l’attenzione di mezza Italia. E infatti dicono: “La raccolta delle ultime 14 settimane è stata superiore del 6% rispetto a quella delle precedenti 10”. Il tempo farà giustizia. Positivo invece l’andamento del Totocalcio e de Il9 in settembre e ottobre con forti aumenti (48% il primo, 43% il secondo) in rapporto agli stessi mesi del 2004.

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