Abbas condanna l'Olocausto: "Il crimine più atroce della storia"

Le parole del presidente palestinese non convincono Israele: "Rompa l'allenza con Hamas"

Mahmoud Abbas a un incontro dell'Olp a Ramallah
Mahmoud Abbas a un incontro dell'Olp a Ramallah

Nel giorno in cui Israele commemora le vittime dell'Olocausto, il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha pronunciato parole di condanna per lo sterminio degli ebrei, definendolo "il crimine più atroce della modernità".

Le dichiarazioni, riportate dall'agenzia ufficiale palestinese Wafa, rappresentano un passo in avanti rispetto a posizioni che lo stesso Abbas aveva espresso in passato, ma sono state percepite da molti come un tentativo di ingraziarsi l'opinione pubblica israeliana.

Una condanna è arrivata dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha ricordato ad Abbas la recente riconciliazione tra Fatah e gli uomini di Hamas, che ha definito un'organizzazione "che nega l'Olocausto e nel mentre cerca di portarne a termine un altro, con la distruzione dello Stato d'Israele".

L'accordo tra i leader di Gaza e della Cisgiordania, criticato sia da Tel Aviv che da Washington, prevede la creazione entro poche settimane di un governo d'unità, composto prevalentemente da tecnocrati e nuove elezioni entro sei mesi.

Israele ha accusato Abbas di preferire una riconciliazione con il partito radicale che governa la striscia di Gaza, piuttosto che la pace. Il presidente dell'Olp ha assicurato che il governo d'unità lotterà contro il terrorismo e riconoscerà l'esistenza dello Stato di Israele, cosa che Hamas non ha mai fatto e non sembra intenzionata a fare. Ha però anche chiarito che non accetterà la qualifica di "Stato ebraico".

L'Autorità palestinese ha definito ipocrita l'atteggiamento dei leader israeliani, che se prima lamentavano la divisione della controparte, ora condannano il tentativo di trovare una convergenza.

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