Pakistan, doppio attacco kamikaze in chiesa: almeno 43 morti

L'esplosione in una chiesa di Peshawar. Utilizzati 6 kg di esplosivo. Attentato rivendicato da gruppo fondamentalista legato ad al Qaeda

Pakistan, doppio attacco kamikaze in chiesa: almeno 43 morti

La furia assassina dei terroristi ha dato il meglio di sé in Pakistan, prendendo di mira la chiesa di Peshawar durante la messa domenicale. Due, in tutto, gli attacchi da parte dei kamikaze. Pesante il bilancio delle vittime: si parla di più di 70 morti e oltre cento feriti. Il capo della polizia di Peshawar ha riferito che "nell’attacco in chiesa sono stati usati dai 6 agli 8 chili di esplosivo". C'era la volontà precisa, dunque, di compiere una strage. E di fare male, tanto male, alle persone che, in quel momento, stavano pregando il loro Dio partecipando alla messa. Tra le vittime ci sono anche bambini. "La maggioranza dei feriti versano in gravi condizioni", ha riferito una fonte ospedaliera.

Il gruppo fondamentalista islamico Jandullah, legato ai talebani del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP) e vicino ad Al Qaida, ha rivendicato l’attentato. Un portavoce dell’organizzazione, Ahmed Marwat, ha detto che "fino a quando i raid dei droni (aerei senza piloti, ndr) non saranno fermati, continueremo a colpire, ovunque ne avremo la possibilità, obiettivi non musulmani". Intanto le organizzazioni di cristiani di Karachi, Lahore, Multan e altre città protestano chiedendo la protezione dello Stato per le loro vite e le loro proprietà.

Condanna del premier Sharif

Il primo ministro pachistano Nawaz Sharif ha condannato l’attacco suicida: "I terroristi non osservano alcuna religione - si legge in un comunicato diffuso dall’ufficio del premier - perché uccidere persone innocenti è sia contro i precetti dell’Islam che di qualsiasi credo religioso". Sharif è giunto oggi a Londra e domani volerà a New York per partecipare all’assemblea generale dell’Onu.

Il nunzio apostolico: profondo dolore

"Chiedo di avere uno sguardo anche verso la nostra Chiesa in Pakistan" e verso la "comunità cristiana», ancora una volta oggetto di "attacchi e discriminazioni". È l’appello lanciato dal nunzio apostolico in Pakistan, monsignor Edgar Pena Parra, interpellato da Radiovaticana dopo l’attacco kamikaze. "Abbiamo appreso la triste notizia di quest’attacco ad una chiesa, la chiesa di Tutti i Santi a Peshawar - dichiara il nunzio -. E logicamente, di fronte a questi atti, siamo veramente addolorati per il fatto che ancora una volta si verificano questi attacchi contro la nostra comunità cristiana. La chiesa non è una chiesa cattolica da quanto so fino ad ora, ma è molto vicina alla nostra chiesa cattolica. Ma quello non indica nulla, perché sono cristiani e parte della nostra minoranza. Quindi ancora una volta verifichiamo che questa nostra Chiesa cristiana è sofferente in Pakistan".