Il Regno Unito alla fame: poveri triplicati in un anno

La denuncia arriva dalla più grande banca del cibo del Paese. "Colpa del taglio ai benefit, il governo intervenga o sarà il disastro"

Il Regno Unito alla fame: poveri triplicati in un anno

Londra - La riforma del welfare britannico lascia sul campo un milione di nuovi poveri. è il quadro di un'Inghilterra affamata quello tracciato dal Trussell Trust, la più grande banca del cibo del Paese. Secondo l'ultimo rapporto dell'organizzazione benefica più di 900mila persone si sono rivolte a loro nell'ultimo anno, facendo registrare un aumento record nell'utenza del 163 per cento. Una situazione inquietante causata in gran parte dal taglio dei benefit assistenziali e condannata da 600 leader di religioni diverse che hanno inviato una lettera al governo chiedendo un'azione immediata per risolvere il problema. Nello stesso tempo una coalizione anti-povertà formata da decine di organizzazioni umanitarie, Trussell Trust compresa, afferma che la Gran Bretagna sta violando la legge sui diritti umani, in particolare quello al diritto delle persone a poter provvedere al proprio nutrimento. Una presa di posizione durissima che riflette il risultato, altrettanto duro, del rapporto del Trussell in cui si spiega che l'uso delle sanzioni imposte dal governo al sistema dei benefit è stato «estremamente aspro» e che la metà delle persone che si rivolgono o si sono rivolte alle banche del cibo tra il 2013 e il 2014, l'hanno fatto perché i loro sostegni assistenziali sono stati cancellati o sono giunti in ritardo. Otto banche su dieci rilevano la stessa situazione.

In totale 913.138 persone si sono rivolte almeno per tre giorni al Trussell Trust contro le 346.992 dello scorso anno. Tra le cause più frequenti, oltre alla riforma del welfare, l'aumento del costo della vita, i salari troppo bassi e la disoccupazione. I nuovi poveri fanno quindi salire a 4 milioni e 700 mila il numero delle persone che non riescono più ad alimentarsi. Cifre definite «scioccanti nella Gran Bretagna del ventunesimo secolo» da Chris Mould, direttore dell'organizzazione. «Ma il dato più preoccupante di tutti - ha spiegato ancora Mould - è che questa è solo la punta dell'iceberg. Questi numeri non includono tutti coloro che vengono aiutati da altre organizzazioni in città dove non sono presenti le nostre banche del cibo e non può tener conto di tutti i soggetti che si vergognano troppo per chiedere il nostro aiuto e il largo numero di utenti che tentano di far fronte al problema semplicemente mangiando di meno e acquistando cibo scadente. Nel rapporto, l'organizzazione sostiene che l'aumento della richiesta è presente in tutte le organizzazioni e rigetta l'accusa del governo che si è spesso difeso individuando nell'apertura di nuove banche del cibo la causa principale dell'incremento. Rachel Reeves, ministro ombra laburista per il Lavoro e le Pensioni ha dichiarato: «Le banche del cibo sono divenute il simbolo vergognoso del fallimento del governo di David Cameron nella lotta all'aumento del costo della vita. I nostri ministri devono intraprendere un'azione urgente per azzerare un sistema sbagliato in cui i ritardi e le cancellazioni nell'assegnazione dei benefit hanno portato a questa situazione».

Una veglia pubblica per far sentire la propria voce si è tenuta proprio ieri di fronte al Parlamento dai membri dell'Organizzazione End Hunger Fast Campaign con il sostegno della Comunità Ebraica, mentre il vescovo di Oxford figura tra i leader religiosi che hanno inviato una lettera di protesta al governo inglese. Dal canto suo, il ministero del Lavoro e delle Pensioni si difende con la dichiarazione del suo portavoce: «Il governo spende 94 miliardi all'anno per le esigenze delle persone in età lavorativa che hanno diritto ai benefit, quindi esiste una rete assistenziale estesa che si occupa dei disoccupati e delle famiglie più povere - ha spiegato il rappresentante governativo - in modo da far fronte alle esigenze dei più bisognosi».

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