Spending review lacrime e sangue: Cameron fa a pezzi la spesa pubblica

Ancora lacrime e sangue per i sudditi di Sua Maestà. Il governo di David Cameron continua sulla durissima linea dell'austerità e dei tagli alla spesa pubblica, che fanno insorgere l'opposizione laburista e i sindacati. Per bocca del ministro del Tesoro, George Osborne, l'esecutivo di coalizione guidato dai conservatori ha annunciato una spending review per l'anno 2015-2016 da 11,5 miliardi di sterline. Soldi che saranno sottratti soprattutto ai ministeri e ai dipendenti pubblici, che dovranno dire addio agli aumenti automatici di stipendio. Il Cancelliere dello Scacchiere ha anche promesso investimenti in infrastrutture per 300 miliardi di sterline entro il 2020. Osborne ha definito la manovra indispensabile per ridurre il debito pubblico, come già fatto in passato dal governo a guida conservatrice: «L'economia britannica è stata salvata sull'orlo della bancarotta e ora si sta passando dalla fase di emergenza a quella di ripresa», ha detto il ministro.
Escono fortemente penalizzati i dipendenti pubblici. Medici, insegnanti e funzionari devono dire addio agli scatti annuali automatici che facevano salire il loro salario. Sul fronte dei ministeri sono stati risparmiati la sanità, l'istruzione e gli aiuti internazionali. Soffre comunque la Cultura, col budget ridotto del 7% e i musei che perderanno il 5% di stanziamenti. A sorpresa, invece, Osborne ha assicurato il restauro del campo di battaglia di Waterloo, in Belgio, in previsione del 200esimo anniversario della vittoria su Napoleone. Ridotto dell'8% anche il budget del Foreign Office.
Colpite anche le autorità locali: il ministero competente subirà un taglio del 10% che si aggiunge a quelli precedenti già massicci. Chi invece guadagna sono le agenzie di intelligence, fra cui la Gchq, al centro del Datagate per aver «spiato», secondo l'informatore Edward Snowden, telefonate e attività internet di milioni di persone.

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