In Italia non c’è nessun problema relativo al rispetto dello stato di diritto, che anzi gode di ottima salute nonostante il tentativo delle sinistre di dipingere un Paese in cui, da quando governa il centrodestra, la libertà è sotto attacco.
A certificarlo è il voto del Gruppo di monitoraggio sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali della commissione Libertà civili (Libe) del Parlamento Ue che ha bocciato la mozione promossa dai Socialisti, Verdi e Left per avviare una missione di monitoraggio sullo stato di diritto in Italia. Si tratta di una decisione importante tanto nel merito quanto nel metodo.
Nel merito poiché sconfessa la sinistra anti italiana che cerca costantemente di indebolire dall’estero il governo Meloni finendo per mettere in discussione l’immagine dell’Italia, nel metodo poiché a bocciare la missione è stata una maggioranza composta da Ecr, Patrioti, Est con i voti del Ppe. Per l’ennesima volta la «maggioranza Giorgia» composta dalle destre europee e dai popolari ha perciò votato in modo unitario impedendo che passasse il blitz della sinistra. Se è stata bocciata la missione in Italia il gruppo ha invece votato a favore di quella in Grecia e Ungheria e dovrebbe aggiungersene un’altra probabilmente in Romania anche se la sinistra vorrebbe riproporla in Italia.
La votazione, che si è svolta a porte chiuse, è stata presieduta dalla parlamentare liberale belga di Renew Sophie Wilmès che ha constatato come non vi fosse la maggioranza per approvare la missione. A promuovere la mozione sono stati i partiti di sinistra europei di cui fanno parte Pd, Avs, M5S sostenendo che in Italia vi siano criticità sul rispetto dello Stato di diritto in vari ambiti tra cui la giustizia, la libertà di stampa, gli spyware e i diritti delle famiglie arcobaleno. Tutte problematiche guarda caso emerse da quando Giorgia Meloni è al governo testimoniando il tentativo di un uso politico di un gruppo nato per valutare il rispetto dei principi democratici dell’Unione europea.
Creato nel 2018 dopo gli omicidi della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia e del giornalista slovacco Ján Kuciak e della sua compagna, in questi anni il Gruppo di monitoraggio sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali della Commissione Libertà civili (Libe) ha organizzato audizioni e missioni in vari stati membri tra cui Malta, Slovacchia, Bulgaria, Slovenia, Grecia, Ungheria e Spagna.
L’analisi della situazione italiana va avanti dal maggio 2025 quando sono state organizzate una serie di audizioni con esponenti della società civile, giornalisti ed “esperti”. Tra questi il direttore di Fanpage Francesco Cancellato e l’ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Proprio Ranucci sostenne che non aveva mai vissuto «un clima così pesante in 35 anni di Rai». Tra gli altri temi affrontati ci sono stati i diritti Lgbt e quelli dei migranti con gli interventi di Roberta Parigiani, portavoce del Movimento Identità Trans e di Alessia Crocini, presidente di Famiglie Arcobaleno che hanno messo nel mirino il governo.
Nonostante la sfilza di personaggi ostili al centrodestra, il blitz della sinistra italiana coadiuvata dai compagni europei è fallito e, secondo fonti a Bruxelles, «è difficile che passi di nuovo la proposta sull’Italia, soprattutto con l’avvicinarsi dell’anno elettorale».
Ad essere salva, ancor prima della reputazione del governo Meloni, è quella dell’Italia che una certa sinistra continua a voler dipingere come una nazione che non è per mero tornaconto politico.
