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Europa

Il modello Albania convince: 5 Paesi Ue preparano gli hub

Copenaghen vuole aprire entro fine 2027 due centri di rimpatrio in Ruanda e Uganda

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Il blitz di Ceuta fa paura, il «modello Albania» con i return hub congiunti per i rimpatri è la risposta all’immigrazione incontrollata, altro che redistribuzione. Sono già cinque i Paesi Ue che si sono messi d’accordo tra loro: la Danimarca con il ministro dell’Immigrazione Morten Bodskov ha invitato a Copenaghen gli omologhi di Olanda, Grecia, Germania e Austria. «Non accettiamo che gli stranieri che soggiornano illegalmente in Danimarca vengano premiati a causa delle nostre difficoltà nel rimpatriarli», tuona Bodskov. L’obiettivo è realizzare un centro per i rimpatri per chi non ha il diritto d’asilo direttamente in Africa - un centro in Uganda che può ospitare a regime 10mila persone, il Ruanda (già bocciato da Londra e Ue) resta il «piano B» con l’Uzbekistan mentre il Kenya sarebbe ormai escluso - «sulla scia dell’esperimento italiano che oggi è diventato un tema centrale dell’agenda europea», come ricorda l’europarlamentare Fdi Nicola Procaccini. «Siamo pronti a inviare i primi stranieri in un paese partner entro la fine del prossimo anno», ha ribadito lo stesso Bodskov.

La Grecia punta a inaugurare così la sua presidenza di turno della Ue nel luglio dell’anno prossimo, tanto che già il 12 agosto ad Atene il ministro della Migrazione greco Thanos Plevris aveva confermato la volontà di accelerare con «annunci concreti» attesi dopo l’estate. Lo stesso aveva fatto il ministro dell’Interno austriaco Gerhard Karner di ritorno da un incontro con Bodskov, mentre il ministro per l’Asilo olandese Bart van den Brink aveva fatto capire l’intenzione dell’Aia sin dal 12 giugno scorso, giorno di approvazione del Piano migrazione Ue che prevede una stretta sul diritto d’asilo. L’accordo raggiunto a giugno da Consiglio e Parlamento consente centri in Paesi terzi per chi non ha diritto di restare nell’Ue, nel rispetto dei diritti fondamentali e del principio di non respingimento. Secondo il quotidiano greco Kathimerini i negoziati con Kampala sarebbero in una fase avanzata e potrebbero prevedere una compensazione finanziaria, tanto che secondo quanto trapela a Bruxelles squadre tecniche dei cinque Paesi dovrebbero recarsi in Africa per proseguire i negoziati. Anche Londra ci sta ragionando, Amnesty International lancia l’allarme diritti umani e cita il pericoloso precedente del Rwanda bocciato dai giudici inglesi e dal Parlamento europeo. Tre anni fa al Giornale l’ex capo degli 007 David Omand aveva lanciato l’allarme: «Immaginate se i disperati che arrivano dal Mediterraeo diventassero gruppi armati?». Ceuta docet.

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