Mario Monti, l’eterno professore della stabilità, ci regala l’ennesima perla. Nel suo ultimo intervento, confonde sacro e profano, mischiando l’Afd con Vannacci. L’errore madornale, quello che lui finge di non vedere, è la confusione tra chi cerca una poltrona e chi cerca un programma. La destra «sovranista» che corre dietro a ogni testimonial in cerca di ossigeno e qui Vannacci è solo la punta dell’iceberg sta sbagliando tutto: cerca visibilità, non il timone. Ma il voto tedesco è un’altra storia. È il sussulto di un elettorato che chiede il governo, non la protesta fine a se stessa. Confondere la destra che vuole governare con quella che vuole solo fare rumore è il trucco del centro-sinistra per continuare a gestire i disastri europei. Monti sa che se la destra conservatrice europea comprendesse davvero la lezione staccare la spina all’alleanza innaturale col progressismo per i soliti noti sarebbe la fine. Per questo insiste col paragone tossico: chiamare «estremista» chiunque chieda semplicemente di cambiare rotta. Ma il re è nudo, e l’Europa ha fame di altro.

Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.