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Europa

Telefonata Salvini-Musk sulla guida autonoma: “Aprire il più possibile le porte”

Il ministro dei Trasporti ha sentito il Ceo di Tesla e al centro della discussione c’è stata la situazione della guida autonoma, che in Ue non è stata ancora autorizzata

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Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha avuto una telefonata con Elon Musk sul tema della guida autonoma: a riferirlo è lo stesso vicepremier, il quale ha sottolineato come “le aziende vogliono investire in Italia” e per questo “ai tecnici del ministero ho dato indicazione di aprire il più possibile le porte, a normativa vigente, alle innovazioni”.

In alcuni Paesi europei, ha spiegato il ministro, “la guida autonoma è già prassi, con tutti i problemi e i vincoli, assicurativi, di giustizia civile e penale, che però non possono chiudere le porte al futuro”. Il quadro legale di riferimento dell’Unione permette l’omologazione di veicoli con automazione avanzata di Livello 4 per funzioni mirate, come navette pubbliche su percorsi definiti e servizi commerciali chiusi. Allo stesso tempo, i regolamenti dell’area Unece hanno aggiornato le regole per la guida condizionata di Livello 3 in autostrada, stabilendo una gestione rigorosa della responsabilità civile e del passaggio di consegne tra auto e conducente.

Su questo scenario si inserisce il caso di Tesla con la funzione nota come Full Self-Driving Supervised. Tecnicamente e legalmente, questo sistema appartiene alla categoria della guida assistita di Livello 2, in quanto richiede che il guidatore mantenga la costante supervisione sul veicolo. I Paesi Bassi, tramite l’ente RDW, hanno concesso la prima omologazione provvisoria a Tesla, sfruttando le procedure di deroga per le tecnologie innovative. A questa decisione si sono progressivamente accodati circa dieci Stati membri, tra cui Belgio, Danimarca, Repubblica Ceca e Lettonia, che hanno riconosciuto il provvedimento olandese nei rispettivi confini nazionali. Tuttavia, a livello comunitario, la guida autonoma rimane bloccata. Per estendere l’autorizzazione a tutti i 27 Paesi dell’Unione serve il voto favorevole a maggioranza qualificata del Comitato Tecnico sui Veicoli a Motore della Commissione Europea. I principali Paesi dell’Unione, inclusi Italia, Francia,Germania e Spagna, mantengono forti riserve sulla sicurezza del sistema e sui comportamenti del software in situazioni stradali complesse.

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