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Europa

“Thank you Oriana”. Ceccardi, Sardone e Cisint chiedono che un’aula del Parlamento Ue sia intitolata alla Fallaci

La richiesta all’europarlamento: “Vent’anni dopo la sua scomparsa abbiamo ancora più bisogno del suo coraggio”

Oriana Parlamento Ue

“Vent’anni dopo la scomparsa di Oriana Fallaci possiamo dirlo con ancora maggiore forza: su molte delle minacce che incombevano sull’Europa aveva visto prima e più lontano di tanti altri”. Per questo le europarlamentari della Lega Susanna Ceccardi, Silvia Sardone e Anna Maria Cisint hanno chiesto che un’aula del Parlamento europeo venga intitolata a Oriana Fallaci.

“Sarebbe un riconoscimento a una donna che, con la sua voce libera e il suo coraggio, ha difeso l’Occidente e i suoi valori quando farlo era diventato scomodo, dice Susanna Ceccardi, vicepresidente del gruppo dei Patrioti per l’Europa, ”Quando denunciava il pericolo del fanatismo, quando difendeva senza compromessi la libertà dell’Occidente e quando metteva in guardia un’Europa troppo spesso impaurita di fronte al radicalismo islamico, veniva accusata, attaccata e dipinta come un’estremista. Oggi molte delle questioni che sollevava sono al centro del dibattito europeo".

“Fallaci oggi sarebbe considerata islamofoba e soprattutto sarebbe denunciata dalle varie associazioni islamiche per le sue idee”, aggiunge Silvia Sardone, europarlamentare della Lega e vicesegretaria federale Lega. “A Pontida rilanceremo le proposte Lega contro le moschee abusive, per maggiori controlli sui finanziamenti e sui predicatori d’odio e contro il velo islamico integrale. Continueremo a portare avanti queste importanti battaglie nonostante le minacce, le intimidazioni e le denunce giudiziarie mentre la sinistra, in cambio della promessa dei voti, è disposta a calpestare la nostra identità, i nostri valori e i diritti delle donne”.

“Oriana Fallaci fu accusata di tutto, isolata e attaccata perché ebbe il coraggio di dire ciò che molti non volevano sentire. Vent’anni dopo facciamo nostre le sue battaglie e, come allora tentarono di imbavagliare lei, oggi provano a zittire noi”, conclude Anna Cisint, “Le minacce sono quelle dell’Islam politico, che cerca di insinuarsi nelle nostre istituzioni per sovvertirle dall’interno, e del radicalismo che nega libertà e diritti alle donne. A confermare questi rischi sono i rapporti delle intelligence e delle agenzie di mezza Europa, fino al GAFI, che individua nel jihadismo il principale rischio di finanziamento terroristico in Italia”

Le europarlamentari del Carroccio hanno chiesto anche “la messa al bando” in Europa dell’organizzazione fondamentalista dei Fratelli Musulmani. “E in Italia proponiamo regole chiare: registro degli enti religiosi, trasparenza e tracciabilità dei finanziamenti, per evitare che moschee abusive mascherate da associazioni culturali diventino succursali dell’odio contro l’Occidente e megafoni del fondamentalismo islamico”.

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