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Farmaci e terapie

Difterite, cos’è e come si trasmette: dai sintomi alle cure. Perché è importante vaccinarsi

L’infezione batterica acuta e potenzialmente fatale si trasmette attraverso il contatto con persone infette e può provocare gravi complicanze respiratorie, cardiache e neurologiche. Fondamentali la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo

Vaccino

La difterite è una malattia infettiva acuta provocata principalmente da ceppi tossinogenici del batterio Corynebacterium diphtheriae. A spiegarlo è l’Istituto Superiore di Sanità che sottolinea come si tratti di una patologia potenzialmente grave e, in alcuni casi, fatale. A rendere particolarmente pericolosa l’infezione è la capacità di alcuni ceppi del batterio di produrre una tossina che può diffondersi nell’organismo e danneggiare diversi organi e tessuti. La forma più conosciuta è quella respiratoria, che interessa prevalentemente naso, gola, faringe, tonsille e laringe. Una delle manifestazioni caratteristiche è la formazione di una pseudomembrana grigio-biancastra che aderisce alle mucose e che, nelle forme più severe, può arrivare a compromettere la respirazione.

La malattia si trasmette principalmente attraverso il contatto diretto con una persona infetta, in particolare tramite le secrezioni respiratorie. Più raramente il contagio può avvenire attraverso oggetti contaminati dalle secrezioni provenienti dalle lesioni di un malato. Esiste inoltre una forma cutanea della difterite, caratterizzata dalla presenza di lesioni della pelle. La gravità dipende dalla forma della malattia e dalla rapidità con cui viene riconosciuta e trattata. Oltre all’ostruzione delle vie respiratorie, la tossina difterica può provocare complicanze cardiache e neurologiche, rendendo necessario intervenire il prima possibile.

In presenza di un caso sospetto, infatti, il trattamento non deve essere inutilmente ritardato in attesa della conferma definitiva degli esami di laboratorio. La terapia prevede l’utilizzo dell’antitossina difterica, che neutralizza la tossina non ancora legata ai tessuti, associata ad antibiotici, come eritromicina o penicillina, utilizzati per eliminare il batterio e ridurne la trasmissione. La tempestività è fondamentale soprattutto per l’antitossina, la cui efficacia diminuisce quando la tossina ha già raggiunto e danneggiato i tessuti.

Prima dell’introduzione della vaccinazione, la difterite rappresentava una delle principali cause di morte tra i bambini. Oggi in Italia è diventata estremamente rara grazie alle campagne vaccinali, ma la malattia non è stata eradicata a livello mondiale e può riemergere soprattutto nelle popolazioni con una copertura vaccinale insufficiente.

La principale arma di prevenzione resta quindi il vaccino antidifterico, somministrato in Italia fin dall’infanzia in associazione ad altre vaccinazioni. La protezione tende però a diminuire con il trascorrere degli anni, motivo per cui sono previsti richiami anche nell’età adulta.

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