La Fiom proclama lo sciopero nazionale e la trattativa diventa più facile

RomaDalla rottura del tavolo alla proclamazione dello sciopero in un tempo di record. La Fiom si è di fatto autoesclusa dalla trattativa sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici, decidendo otto ore di astensione dal lavoro il 9 ottobre, a sostegno della piattaforma. A meno che la controparte, cioè Federmeccanica, accetti le richieste della Cgil: sospendere l’applicazione del nuovo sistema di regole contrattuali, chiedere al governo la riduzione delle tasse sui salari, sospendere i licenziamenti e concedere subito aumenti.
Gli industriali si sono riservati una risposta, ma il rifiuto è certo. Talmente scontato che negli altri sindacati si è fatto strada il sospetto che il sindacato di Gianni Rinaldini si sia quasi volontariamente fatto da parte per avere le mani libere in quella che la Fiom considera la partita più importante: il congresso della Cgil che sceglierà il segretario generale. «Era una campagna già preparata questa primavera. Noi abbiamo preparato la piattaforma e loro l’hanno rifiutata perché già allora pensavano alla strategia d’autunno, quella per il congresso Cgil. È una decisione contro i lavoratori», ha spiegato Antonino Regazzi, segretario generale della Uilm. D’accordo la Fim Cisl che ha parlato di «scelta solitaria e lontana dai bisogni dei lavoratori» e anche l’Ugl. Ma il taglio netto della Fiom - si osservava ieri in ambienti sindacali - potrebbe avere un effetto paradossale: senza le tute blu Cgil ai tavoli, l’accordo potrebbe arrivare più facilmente, visto che a questo punto nessuno in Federmeccanica può pensare sia possibile andare avanti con loro.

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