Forza Italia, appello al premier contro Cè e la Lega

La Gelmini lavora per ricucire: «Il Senatùr ha avuto un atteggiamento collaborativo»

Sabrina Cottone

Il braccio di ferro continua e il giorno dopo la cena di Arcore, a fianco del governatore Roberto Formigoni e contro il ribelle Alessandro Cè scendono in campo gli assessori di Forza Italia. Il gruppo guidato da Giancarlo Abelli ha scritto una lettera a Silvio Berlusconi che racconta il «disagio profondo» per l’atteggiamento dell’assessore alla Sanità e solleva il problema della Lega che «spesso si è comportata da partito di opposizione».
Gli assessori sono convinti che la sospensione delle deleghe di Cè da parte di Formigoni sia stata la scelta giusta e che il presidente debba continuare a mantenere su di sé l’incarico. Di più: l’intenzione degli azzurri è di disertare la prossima riunione di giunta, fissata tra due settimane per il 14 settembre, nel caso in cui Cè fosse presente. Maria Stella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia, presa in contropiede dall’iniziativa, continua nell’opera di ricucitura: «Bossi ha avuto parole di stima e un atteggiamento collaborativo che Formigoni non può non aver apprezzato. Adesso serve qualche parola di distensione e la disponibilità a ricucire degli interessati».
Umberto Bossi, che durante la cena a Arcore ha rassicurato Formigoni sulla fiducia della Lega in lui, continua a fare da paciere. Così ha avuto un nuovo colloquio con l’ex capogruppo lumbard alla Camera e gli ha chiesto di ammorbidire le sue posizioni. Ieri mattina, però, Cè in un’intervista a Radio Padania ha sostanzialmente ribadito (sia pure con toni più morbidi) le critiche alla politica della giunta sulla sanità e ha usato il termine «monarca» riferendosi a Formigoni. Un segnale che l’assessore alla Sanità non vuole sbugiardare se stesso, tanto che durante la conversazione con Bossi avrebbe messo sul piatto le sue dimissioni nel caso in cui lavorare gli dovesse diventare impossibile. Proposta che il Senatùr ha ritenuto inaccettabile.
Formigoni resta in attesa di una retromarcia dell’assessore alla Sanità. Il presidente della Regione a Arcore ha chiesto una ritrattazione oltre che «garanzie politiche» di un atteggiamento di maggiore collaborazione da parte della Lega, colpevole anche dei ripetuti attacchi arrivati attraverso La Padania. Una linea messa nera su bianco nell’appello a Berlusconi degli assessori azzurri, che anzi allargano il tiro: «Condividiamo a fondo la posizione assunta dal presidente Formigoni a nome di tutti noi; davanti ai pesantissimi giudizi espressi da Cè, e mai ritirati, anzi confermati, la collaborazione diventa impossibile». I toni sono accorati e le lamentele riguardano il comportamento dell’assessore alla Sanità ma anche di altri esponenti del Carroccio: «Sentiamo il bisogno di rappresentarti il disagio profondo di questi primi mesi di lavoro in Regione a causa dell’atteggiamento tenuto dall’assessore Cè e da diversi colleghi della Lega Nord». Fino all’affondo politico: «Spesso la Lega si è comportata da partito di opposizione piuttosto che di maggioranza, spesso ha marcato in modo inaccettabile le proprie distanze da decisioni della giunta».
La presidenza della Regione ha confermato che le deleghe di Cè rimangono sospese. Le posizioni, insomma, sembrano ancora distanti anche se i vertici di Forza Italia e della Lega continuano a sperare in un faccia a faccia decisivo tra Formigoni e Cè, magari con la mediazione del premier. «La situazione si è un po’ rasserenata. E il presidente Berlusconi ha dato la propria disponibilità per ripristinare il clima che ha contraddistinto questi dieci anni di governo di Formigoni» commenta la Gelmini. Il prossimo passo concordato durante la cena di Arcore dovrebbe essere un nuovo incontro tra i protagonisti della vicenda e Silvio Berlusconi. Difficile uscire dall’impasse senza un chiarimento diretto tra il presidente della Lombardia e il suo assessore alla Sanità.

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