Fusi attacca Verdini (Pdl) La smentita: «Mai stati soci»

INTERESSI L’ira dell’imprenditore contro il coordinatore per una questione di mutui

Si chiama Parved Spa ed una società fiorentina che incuriosisce gli investigatori. Per la magistratura toscana, la Parved sarebbe intestata a Denis Verdini (nella foto) ma riconducibile a Riccardo Fusi, l’imprenditore in ottimi rapporti con il coordinatore del Pdl. L’intreccio è più che sospetto per gli inquirenti, ma gli interessati smentiscono. Con forza. Nega irregolarità Verdini che nei giorni scorsi si era presentato spontaneamente dai magistrati ed era uscito convinto di aver chiarito tutto. «La società - spiega Verdini - è stata da me costituita e fino al giorno della cessione non ha mai visto la partecipazione societaria di Riccardo Fusi. La società è sempre stata inattiva. Per evitarne la liquidazione, non avendo più alcuna necessità per me, ho quindi deciso di cederne le quote all’imprenditore e amico Riccardo Fusi». Nulla di anomalo, dunque. Come ribadiscono anche gli avvocati del’ex Presidente dell’impresa di costruzioni Baldassini-Tognozzi-Pontello. «Riccardo Fusi non ha mai avuto partecipazioni societarie» insieme all’onorevole Verdini, spiegano Alessandro Traversi e Sara Gennai.
La magistratura è al lavoro per verificare i ruoli del politico e dell’imprenditore. Secondo l’accusa, Verdini avrebbe agevolato Fusi, alla caccia di appalti importanti. E Fusi avrebbe contraccambiato. Ma fra i due ci sarebbero stati anche momenti di tensione. Come si ricava dalle intercettazioni del Ros dei carabinieri. Fusi viene ascoltato all’uscita dal Credito cooperativo, la banca di cui Verdini è presidente. E si sfoga con il socio Roberto Bartolomei per le richieste ricevute da Verdini e dal direttore dell’istituto. È un fiume in piena, Fusi. Il motivo? Non ne vuole sapere di pagare le rate di una società, la Sesto Alto e Alfieri. Le scadenze incombono, il 28 dicembre, data limite, si avvicina e Fusi sbotta: «Io non posso mica entrare nel mezzo in cose che non c’entro un c... Questi mi convocano, praticamente è tutta una lotta. Io sto notte e giorno, scusa, mi convocano, dice “Qui entro il 28 va fatto questo”. Io con cosa lo fo? E poi scusa che c’entro io?». E’ durissimo Fusi: «Io c’entrerò per le quote che ho, non c’entrerò mica per 100, io. Sembra che sia tutto io, l’artefice. Ma mi sono rotto i c.. sto dando il sangue».

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