Genoa e Samp si godono i momenti di gloria

(...) e l'espulsione di Campagnaro per sciacquarsi dopo essersela fatta addosso. A quel punto, sull'1-1 e in parità numerica, non c'è stato più match. Ho detto a Gasperini in sala stampa: se poteste giocare sempre 10 contro 10 vincereste lo scudetto. Il mister ha sorriso all'iperbole, ma sapeva trattarsi di uno di quei paradossi che accorciano la via per la verità. Il Genoa di Gasperini ha un'organizzazione collettiva di gioco e una forza atletica e un'irriducibilità dei singoli tali che più il campo è largo meno c'è scampo per l'avversario. Comunque è stradimostrato: col Genoa nella bolgia del Ferraris la partita non è mai finita. Contro un Grifone che in 3 partite segna 8 gol con 8 giocatori diversi, chi si fida è perduto.
Sul piano dei singoli, 5 sono i punti che mi hanno colpito in maniera particolare. Il primo. Amelia non solo para come pochissimi in campionato, ma nel rilancio di piede non patisce concorrenza. L'esatto contrario del brasiliano Rubinho. Suoi sono stati gli assist diretti per il rigore concesso a Sculli e trasformato da Floccari e per il gol di Mesto. Esagerando un po': quando calcia così rapidamente, preciso e teso d'esterno collo per il compagno in attesa a 50 metri, Amelia mi ricorda Luisito Suarez. Il secondo. Con Biava, Moretti, Bocchetti e Papastathopoulos più Criscito e Marco Rossi in caso d'emergenza, con l'eventuale buon peso di Fatic Tomovic ed Esposito, il Genoa possiede il miglior gruppo difensivo del campionato. Non solo: quelli come Biava e Moretti, pressoché insuperabili nell'uno contro uno al pari di Bocchetti e Rossi, in un lampo te li ritrovi a turno là davanti ad insidiare il portiere avversario. Il terzo. Altro che Lucho Lucho! Per fortuna Gasperini ha recuperato in tempo Floccari e Crespo, due sontuosi centravanti che impiegati a staffetta riescono a non fare rimpiangere l'immenso Milito. Il quarto. Mesto per via della straripante forza atletica e Palacio e Kharja per la facilità di creare superiorità numerica saltando l'avversario fanno dimenticare la dolorosa perdita di Jankovic e permettono a Palladino di recuperare senza fretta.
Ora si tratta di controllare la reazione psicofisica della squadra al «tour de force» delle restanti 6 partite - 4 di campionato e 2 di Europa League - da affrontare in 18 giorni. Ma le premesse sono confortanti. Cari amici dello Slavia Praga, sotto a chi tocca.
Peraltro dovete sapere che giovedì faranno il tifo per Gasperini e discepoli pure Garrone Marotta Del Neri e i loro prodi che stanno giocando calcio sfacciato a dare (6, cioè tanto) e prendere (2, cioè poco). Naturalmente si tratta di tifo peloso. Mica son fessi, i sampdoriani che la scorsa stagione lasciarono le penne su tre fronti. Certo, quell'incompleto organico blucerchiato non era paragonabile a questo rossoblu, ma insomma la fatica è fatica e più la strada è impervia più i pericoli si contano. Palombo Cassano Pazzini e compagni augurano lunga vita al Genoa in Coppa nella speranza di berselo, il Grifo, in campionato. Quei due derby persi e quei 22 punti di distacco registrati alla fine della scorsa stagione, il clan blucerchiato li ha ancora di traverso. Del Neri ha detto che si vive alla giornata, ma non troppo. La squadra dalla cintola in su può far male a qualsiasi - ma proprio qualsiasi - avversario. Domenica, Sampdoria-Siena con l'abituale Cassano a dare il bianco, e Chievo-Genoa. Secondo quanto normalmente accade alle squadre «piccole» che vincono fuori casa, dopo il trionfo di Bologna il Chievo è pronto per perdere in casa. Ma pensano, quelli del derby continuo: hai visto mai?