Bagnasco contro le unioni civili di Doria

(...) Nel momento in cui crisi, invivibilità, emergenza occupazionale, zero sviluppo, rabbia e tristezza fanno morire le speranze dei genovesi per un futuro migliore, per Marco Doria le priorità sono ben altre. Infatti, il sindaco ascolta solo don Gallo, aumenta le tasse, e trova utile impegnarsi nell'inutile come l'istituzione del registro delle unioni civili, primo passo per le nozze gay. «Con Doria abbiamo lavorato a lungo per il riconoscimento delle coppie di fatto - ha annunciato ieri trionfante l'assessore Elena Fiorini -. A Genova sarà possibile unirsi civilmente anche per gli extracomunitari residenti. È un primo passo verso le nozze gay». «Le unioni civili - ha ribadito Doria - non minacciano i diritti di chi, come me, ha scelto di sposarsi. Bisogna riconoscere le nuove forme di convivenza». La proposta dell'avvocatessa prevede 7 articoli, che andranno a impegnare le risorse degli uffici di Tursi per modificare perfino il regolamento comunale. I consiglieri della Sala Rossa saranno impegnati a valutare la proposta, che sarà discussa nelle prossime settimane.«Non si istituisce uno status - precisa Fiorini - ma un riconoscimento amministrativo e un rapporto rispetto ai servizi del Comune. Chi si unirà civilmente avrà vari tipi di agevolazioni sull'assegnazione delle case popolari, sui servizi sociali e su quelli cimiteriali». E mentre ringraziano Doria Ivan Scalfarotto, deputato Pd, e il segretario del Psi, Riccardo Nencini, il presidente del Forum Ligure Associazioni Familiari, Anna Maria Panfili, dichiara: «Siamo sbalorditi dalla distanza del Comune dai veri problemi della popolazione genovese, soprattutto delle famiglie con figli, che stanno vivendo momenti assai difficili: vista l'attuale situazione economica non credevamo che la Giunta desse seguito alla preannunciata intenzione di istituire il registro, provvedimento vuoto ed ideologico, del quale non sono chiari neppure i concreti effetti». Una «scomunica» pesante arriva immediatamente dall'arcivescovo Angelo Bagnasco: «L'istituzione del registro delle unioni civili indebolisce l'istituto familiare, unico soggetto di diritto in quanto coppia secondo il nostro ordinamento, senza guadagnare nulla da altri punti di vista... rende più fragili le persone non è un fatto positivo».

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