Cerruti, l'artista che vede il futuro nella Liguria

«Impossibile resistere al fascino di Santa Margherita Ligure: speriamo anche a quello dell'arte contemporanea!». Scherza, Edgardo Cerruti, dopo mesi di intenso lavoro. Mesi che lo hanno visto impegnarsi in questa nuova avventura. Sì perché lui, giovane gallerista nel cuore del centro storico genovese, ha deciso di guardare avanti. In tempi di serrande abbassate e poca fiducia, ha scelto di puntare con i suoi artisti sul territorio. «Non si può smettere di guardare al proprio tempo né di crescere o di investire nei maestri di domani». Apre con queste premesse la sede di Cerruti Arte a Santa Margherita Ligure (via Solimano 28). Se lo spazio genovese sorprende con i suoi molteplici livelli, questo in Riviera incanta per rigore con un'unica volta che si stende tra due affacci. Uno spazio intimo che «manterrà il legame con Genova ma nasce per ospitare progetti specifici e artisti in anteprima visto il pubblico internazionale di Santa». Una scommessa? «Più che altro una scelta naturale: credo nella Liguria e negli artisti con cui lavoro». Già gli artisti: è insieme a loro, a comporre un affresco di un'arte contemporanea «che sì a volte spaventa perché sembra lontana, inaccessibile, ma che invece proprio nella sua libertà sa aprire nuovi spazi di pensiero e riflessione, smascherare le regole o crearne di nuove» che inaugura la galleria. A tenere a battesimo lo spazio ci pensa anzi tutto la pittura: il giovanissimo Paolo Bini e Marco Casentini, adorato negli States e, sul versante della figura, Vitaliano e Mini. Ma l'immagine è anche e sempre più fotografia con Luca Campigotto, Marco Zanta e le sperimentazioni di Joykix e Stefano Fioresi o retaggio, forse nostalgia, nelle opere quasi installative di Paolo Radi ed Emanuela Fiorelli. Non ultime le poesie plastiche ricamate in fil di ferro di Stefano Bonzano, i colori pop di Lodola e i marmi di Atchugarry. Perché il contemporaneo «non si può cogliere con un solo sguardo o una sola opera».

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