L'amante killer arrestato tra la gente

(...) La badante cubana si trova ricoverata nel reparto di rianimazione del San Martino con prognosi riservata. È gravissima. È stata sottoposta a un intervento chirurgico. Sembra che non riesca neanche più a muovere le gambe.
Sono le 7.45 di ieri. Una mattina come tante. Più fredda e ventosa delle altre. Fra i tornanti di via Biga, tra Marassi e Quezzi, da un portone di quei palazzoni popolari Yamila Gonzalez esce per salire sull'auto dell'amante. I due hanno appuntamento, ma non vanno a fare colazione come al solito. Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, lui comincia a litigare con lei. Una parola dopo l'altra. Il litigio diventa un violentissimo alterco. Al punto che Bruno Calamaro infila la mano sotto il sedile di guida. Estrae la semiautomatica. Preme il grilletto due volte di fila. La vittima rimane ferita gravemente al torace. In un impeto di rabbia e violenza inaudita, il potenziale assassino l'agguanta e la scaraventa fuori dall'auto. Le punta contro la canna della pistola. Quasi a bruciapelo fa fuoco una terza volta, colpendola alla schiena. La donna rimane lì, esanime, a terra, in mezzo ai passanti. L'uomo risale sulla Fiat Multipla e fugge. Ripercorre la strada di casa verso il centro città, ma un paio di testimoni annotano il numero di targa e chiamano subito le forze dell'ordine. Le pattuglie di polizia e carabinieri vengono immediatamente allertate. Si scatena la caccia all'uomo in mezzo al traffico per l'ora di punta. I vigili urbani individuano la Fiat Multipla in piazza Corvetto. Fermano l'auto con le pistole in pugno, ma il conducente tenta di scappare a piedi per via Assarotti. Viene bloccato e si arrende senza fare tanta resistenza. Sotto al sedile trovano la pistola: «Non la volevo uccidere, non la volevo uccidere» ripete Calamaro. I «cantunè» allertano i carabinieri che in un battibaleno sono sul posto e quindi arrestano l'imprenditore per tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. Nell'altra zona della città, intanto, l'ambulanza del «118» carica sulla lettiga la donna esanime e ferita gravemente. Una corsa a tutto gas fino al pronto soccorso del San Martino per salvarle la vita. Yamila Gonzalez viene ricoverata in codice rosso e sottoposta a intervento chirurgico d'urgenza.
«Dobbiamo dire forte e chiaro che la violenza non è mai amore - ha detto l'assessore genovese Elena Fiorini - l'amore è affetto e complicità, divertimento e solidarietà, sesso e sostegno reciproco, e tante altre cose. Ma sicuramente non è possesso, violenza e prepotenza. Come donne e uomini dobbiamo indignarci. Siamo vicini alla signora Gonzalez e alla sua famiglia. La polizia municipale ha concretamente tratto in arresto l'autore e i carabinieri sono intervenuti prontamente. A loro va il ringraziamento dell'amministrazione comunale e della città».

Commenti

Commenta anche tu
Grazie per il tuo commento