«Non fummo costretti dai tifosi a toglierci la maglia»In tribunale sfilano Sculli e Capozucca

(...) che significava retrocessione certa. Insomma volevo solo calmare la situazione». Sculli, che era stato squalificato un mese dalla Procura federale per slealtà sportiva, ha negato di esser preventivamente a conoscenza della contestazione. «I tifosi erano arrabbiati - ha detto ancora - ma nessun giocatore del Genoa è mai stato in pericolo». Ieri è stato sentito anche il ds del Genoa Stefano Capozucca: «la mia prima preoccupazione quel giorno - ha detto - è stata di andare dall'arbitro Tagliavento per non far sospendere la partita». Capozucca ha poi risposto alle domande del pm Mazzeo in merito a un altro episodio avvenuto durante lo stesso campionato al centro sportivo Signorini di Pegli. «Quella sera alcuni tifosi vennero al Signorini e vollero entrare negli spogliatoi per parlare alla squadra - ha detto Capozucca - Non ci fu alcuna aggressione e mi venne assicurato che non sarebbe stato fatto del male ai calciatori. Non ero presente negli spogliatoi perché mi spintonarono da una parte e mi dissero “levati” ma non fu un'aggressione». Tornando alla partita Genoa-Siena Capozucca ha cercato di spiegare il comportamento dei tifosi che temevano di veder scivolare in serie B la loro squadra: «I tifosi che chiesero le maglie - ha detto al tribunale - lo hanno fatto perché il loro attaccamento a quei colori è grandissimo. Le volevano perché ritenevano i giocatori indegni di indossarle, tutto qui». Infine l'udienza è stata rinviata al 24 maggio.

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