Non serve cambiare Ballardini uomo giusto per il Genoa

(...) realtà, non resta che vedere a chi toccherà domenica sera il consolativo bonus della supremazia cittadina. La Sampdoria, reduce dall'allucinante decade di 6 sconfitte e 4 pareggi, ospiterà a Marassi sabato alle 20.45 la Juventus campione d'Italia che all'andata - esordio di Delio Rossi in panchina - si fece stupefacentemente scippare i 3 punti in casa (solo alla Stram'Inter è riuscito il bis, guarda caso). Il Genoa, in serie positiva da 6 turni, sarà ospite domenica alle 15 di casa Diamanti-Gilardino a Bologna. Basteranno gli attuali 2 punti di vantaggio a garantire l'ambitissimo scudetto dei poveri alla Sampdoria?
Subito dopo prenderanno consistenza le manovre di mercato. Ramo Genoa, ci risiamo - ormai un must - con Ballardini che prende il Grifo per i capelli in mare, lo salva con la respirazione bocca a bocca e viene licenziato. La volta scorsa ho gridato «no!» invano. Ed è arrivato Malesani. Stavolta rigrido «no!», disposto a rimangiarmelo solo se arrivasse davvero Sannino che mi piace un sacco. Quanto alla movimentazione, per una volta costerebbe tanto a Preziosi mettersi nelle mani di un Corvino, assegnargli il budget e lasciarlo fare? Ramo Sampdoria, io voto Delio Rossi perché so che è bravo, gran lavoratore, ambizioso il giusto per pretendere di non riprendere la marcia con un convoglio da stenti obbligati. I benemeriti Garrone&Mondini sono fuori di 230 milioni, perciò per favore piantiamola lì con la solfa dei braccini corti. Ciò non toglie che si tratta di gente ricca, orgogliosa e - ramo Garrone, Edoardo su tutti - tifosissima blucerchiata. Tant'è che fortissimamente vuole farsi lo stadio con soldi privati, laggiù in Fiera, che garantirebbe un futuro ambizioso al Club e, per coinvolgimento di Fiera, Porto e dintorni e conseguenti ricadute, darebbe un forte contributo al rilancio turistico della città. Ai Garrone dico: incassato il benedetto malloppo dall'Inter per Icardi e più che potete da Zaza, toglietevi tutti i pesi morti, a cominciare dai più costosi, di casa e fuori. Salvate il buono sicuro (Gastaldello, Palombo, Costa, Obiang, Krsticic, Poli, De Silvestri, Rodriguez, Eder, Sansone, forse Mustafi). Integratelo con un portiere affidabile, due difensori tosti (un centrale e uno di fascia sinistra) in aggiunta a Regini rientrante dall'Empoli, un forte centrocampista di mezzo in aggiunta a Eramo rientrante dal Crotone e un centravanti integro da 15 gol all'anno che non costi 10 milioni (si trova, sapendo cercare) e fissate un organico da 23-24 elementi di età medio-bassa, da integrare gradualmente con le migliori piante del vivaio. Non ve ne pentirete.
Per finire, perché, quando accade un'enorme disgrazia dovrebbe fermarsi sempre e solo il calcio? Perché, in concomitanza con la tragedia portuale che ci ha lasciati impietriti di fronte alla crudeltà del Destino, scandalizzarsi del mancato rinvio delle gare di Sampdoria e Genoa, che coinvolgevano innumeri impegni e interessi nazionali? Quella sera di lutto mi avrebbe ferito il comportamento becero delle squadre e degli spettatori. Invece, proprio dalle squadre e dagli spettatori del Ferraris è venuta una commovente lezione di compostezza, di civiltà, di fratellanza «a caldo» che vale un'apprezzabile crescita di fiducia nel futuro dell'umanità. Nell'assoluto mutismo di quell'esemplare minuto di raccoglimento non c'è stato chi non sia stato marchiato da brividi di solidarietà. La demagogia non paga. La sensibilità di Garrone, costretto a inchinarsi alla forza maggiore, destinò alle famiglie delle vittime l'incasso della gara con il Catania. Fossero andati a pagare in 4 o 5 mila, anziché in 1.433, avrebbero fruttato a chi piange ben più dei 25 mila euro incassati. Il vile denaro non lenisce il dolore, ma non guasta.

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