Qualcuno aveva scommesso che non avrebbe mai più vestito la maglia della Sampdoria e invece ad Angelo Palombo sono bastati appena tre giorni per tornare in panchina nell'ultima gara casalinga contro la Lazio e una manciata di allenamenti per convincere il nuovo tecnico Delio Rossi a schierarlo nuovamente titolare domenica contro la Juventus. In un soffio sono così sparite illazioni, congetture e invenzioni costruite intorno all'ex capitano. I fatti stanno quindi dimostrando che le mancate presenze in campo nella prima parte della stagione erano frutto di decisioni prese dai vecchi dirigenti e dal vecchio allenatore, entrambi esonerati prima di Natale e al termine dell'ennesima sconfitta. Una prima parte di stagione fallimentare che si è chiusa con un passivo di 42 milioni di euro, con la famiglia Garrone pronta come sempre a ripianare, in risposta a chi parlava erroneamente di mancati investimenti da parte della proprietà. Da qui la decisione di cambiare rotta e di affidare le decisioni al direttore generale Rinaldo Sagramola, che ha già dimostrato di avere il piglio e la personalità giusta per cambiare in poco tempo le cose. Il primo risultato è stato il buon gioco espresso contro la Lazio, il secondo, cosa ben più importante, una nuova unione in società che non si avvertiva da tempo.
E a dimostrarlo è stata anche l'immediata risposta affermativa che il vicepresidente Edoardo Garrone (ieri salito anche a Bogliasco per l'amichevole della formazione blucerchiata contro gli Allievi) ha dato a Delio Rossi su Palombo: il giocatore, per la famiglia Garrone, era sempre stato convocabile. Un passo importante infatti è stato fatto dall'ex capitano quando, d'accordo con la proprietà, aveva deciso di ridursi l'ingaggio spalmandolo in cinque anni. Una sorta di firma a vita da una parte e di puntare nuovamente su di lui dall'altra. A sancire la pace definitiva è stato il match contro il biancocelesti, quando è arrivato l'applauso dello stadio al numero 17, nel momento in cui il giocatore è sceso sul terreno di gioco. Lui ha risposto con un saluto prima e poi con parole di affetto verso i suoi tifosi: «Voglio ringraziare tutti - ha detto - per l'accoglienza che mi hanno riservato, è stato un momento bellissimo e le emozioni di quel giorno resteranno sempre nel mio cuore».
Il tempo dell'amarcord è durato solo lo spazio di qualche giorno perché alla ripresa degli allenamenti post sosta natalizia, Delio Rossi lo ha subito schierato tra i giocatori titolari: «Ho grande voglia di rivalsa - ha detto ancora - ma non voglio parlare troppo perché sarà il campo a dover dimostrare che posso ancora essere utile alla Sampdoria. Si è chiuso un 2012 che per me è stato certamente da buttare ma adesso non devo più pensare al passato ma soltanto a mettermi a disposizione della squadra e del mister per centrare l'obiettivo della salvezza».
Ieri Palombo è stato schierato nuovamente tra i titolari nell'inedita posizione di difensore aggiunto: Delio Rossi infatti nel bunker anti Juventus ha provato Gastaldello e Palombo al centro e Costa a sinistra. A centrocampo invece da una parte ci sarà Estigarribia e dall'altra De Silvestri: in mezzo Obiang, Krsticic e Poli. A completare l'attacco sarà invece la coppia Icardi-Eder, con Pozzi ancora in panchina. E a proposito di Palombo, a riaccogliere l'ex capitano è stato proprio il giocatore che attualmente indossa la fascia, Daniele Gastaldello: «Qui non comanda nessuno - ha spiegato il difensore a Sky - e non ci sono capitani. La nostra forza è il gruppo e sul gruppo dobbiamo puntare per raggiungere la salvezza. Ognuno di noi deve portare qualità e entusiasmo e tutti possiamo dare tanto in questo campionato. Palombo si è allenato con noi da settembre e lo ha sempre fatto con grande professionalità e serietà e tutti siamo orgogliosi di lui così come credo che anche lui sia orgoglioso di noi per come lo abbiamo subito riaccolto a braccia aperte».
Gastaldello non ha paura di perdere la fascia: «Non è certo la fascia che conta ma il bene della Sampdoria. E il nostro gruppo è superiore a queste piccole cose. Il nostro è un gruppo di capitani».
Samp, due capitani per il fortino
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