E alla fine, dopo una serie ineguagliata di sconfitte elettorali, qualcuno a sinistra ebbe un leggerissimo sospetto. Forse accusare sempre di fascismo l'avversario non è la strategia politica più efficace.
L'ha detto ieri, in una intervista che il Partito democratico ha letto ma non ha capito, Stefano Bonaccini. Il quale, mentre quelli di "Più libri più liberi" chiedevano agli editori il patentino antifascista e i suoi giornalisti di riferimento denunciavano la deriva ultra-ultra fascista di Vannacci, ha detto che "Non è con l'antifascismo che sconfiggiamo la destra". Ci viene il dubbio che lo abbiano fatto fuori dalla segreteria del Pd perché ogni tanto dice qualcosa di intelligente.
A parte che la sinistra sconfiggerà la destra quando quelli come lui si faranno finalmente da parte, adesso che l'ha detto resta la parte difficile. Spiegarlo alle varie Schlein, Geloni, gli intellettuali e gli attori in servizio antifascista permanente, la redazione di La7, quella di Repubblica, Bonelli&Fratoianni...
E poi, comunque, resta il problema: se svuoti la sinistra dell'antifascismo, cosa ti rimane? Sì, giusto: le tasse (patrimoniale), l'accoglienza ("L'Italia agli immigrati"), le piste ciclabili, i diritti Lgbtq, e tutte
le altre proposte concrete ai veri problemi dei cittadini...Va bene. Bonaccini ha capito come sconfiggere la destra. Adesso deve solo capire come sconfiggere se stesso. Su dai, Stefano, comprati un busto del Duce anche tu.