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Giù la maschera

Politici artificiali

Ad Acqui Terme, Basso Piemonte rurale e alte aspettative tecnologiche, il sindaco ha portato in Giunta un politico creato dall'Intelligenza artificiale

Al ristorante senza aria condizionata ma con un robot

Quando un politico non sa più che novità inventarsi, la digitalizza. E così ad Acqui Terme, Basso Piemonte rurale e alte aspettative tecnologiche, il sindaco ha portato in Giunta - è il primo caso in Italia, e speriamo l'ultimo - un politico creato dall'Intelligenza artificiale. Si chiama Eva, come tutte le prime donne (la solita discriminazione verso gli Adami...) e sarà un'"assessora", giusto per completare il disastro dal punto di vista linguistico.

"È un esperimento - ha detto il sindaco - per comprendere meglio cosa potrà succedere quando queste entità avranno concretamente una parte decisionale nella nostra vita". Sarà perché abbiamo letto troppi romanzi distopici, ma sinceramente preferiremmo non saperlo.

Comunque. Il nuovo assessore - ecco la grande idea, troppo stupida per l'Intelligenza artificiale, non così per un politico - avrà la delega all'Umanizzazione. Che non è un paradosso. È proprio una stronzata. Domanda: ma quando affidi l'umanizzazione a un non-umano, qual è esattamente il tuo giudizio sull'umanità?

Ed evitiamo di chiederci se si possa programmare un'intelligenza artificiale con un determinato orientamento politico...

Non c'entra molto. Ma ci è venuto in mente che lo scorso settembre il governo albanese nominò la prima ministra al mondo interamente generata dall'Intelligenza artificiale. Si chiamava Diella e il suo incarico era gestire gli appalti pubblici.

I suoi sviluppatori, mesi dopo, furono accusati di corruzione.

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