Ieri, dopo aver cercato una trasmissione tv senza un giornalista del Fatto quotidiano o di La7, invano, abbiamo sentito ancora una volta un noto intellettuale di sinistra - di quelli implacabili nel denunciare lo sfruttamento dei migranti nella raccolta dei pomodori, prima di andare a farsi un Bloody Mary con la coscienza pulita - porsi l'annosa questione: ma se l'ultra (super iper extra mega) destra vuole la remigrazione, dopo chi raccoglierà i pomodori a tre euro l'ora sotto il sole, eh: chi?
"Un gazpacho ghiacciato, grazie".
Non abbiamo risposte. Ma alcune domande. La prima: quindi il miglior argomento per tenere gli immigrati clandestini in Italia è che così possiamo farli lavorare a basso costo nei campi al posto nostro? La seconda: non è che forse, come sostengono i liberali, se domani sparissero gli immigrati quei pomodori non marcirebbero nei campi ma sarebbero raccolti da italiani disposti a lavorare a condizioni migliori di quelle attualmente offerte dal mercato? Del resto, se non c'è disponibilità di manovalanza a basso costo, o ti pagano decentemente o chiudono... E la terza, più importante: in una società davvero integrata gli immigrati non dovrebbero competere con gli italiani per posti da impiegati e dirigenti - o da giornalisti di La7 - invece che solo da raccoglitori di pomodori?
Intanto, aspettando che
la Ue monitori la situazione e l'automazione attraverso l'IA risolva il problema (o lo complichi...), a noi resta il sospetto che la paura della destra razzista in realtà faccia comodo a molti. Come gli schiavi nei campi.