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Razzisti da salotto

C'è venuto in mente lo scandalo scoppiato quando la Principessa di Kent sfoggiò a un ricevimento un gioiello in stile blackamoor oggi considerato razzista. Fu costretta a scusarsi giurando di non indossarlo mai più

Razzisti da salotto
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Non vedevamo l'ora che fosse stamattina. Perché?? Ma per fiondarci a leggere l'intervista di Natalia Aspesi a Concita De Gregorio sul "Venerdì" di Repubblica anticipata ieri dal sito: "Le due giornaliste sul divanetto per parlare di malattia e terapie, famiglia e lavoro, solitudine e relazioni". E chi se la perderebbe?

Ma non per l'argomento della conversazione fra due ladies del giornalismo alle quali ormai interessano più i parquet delle ideologie. No. Per la foto che accompagnava il servizio. È il salotto di casa Aspesi in Piazza Vetra a Milano con la terrazza, la vista sulla Torre Velasca, le lampade Mesmeri di Eric Solè, la scrivania disegnata Frank Lloyd Wright ("Rarissima!"), le specchiere Liberty e le grandi tele dell'800 - la radicalizzazione a sinistra va sempre di pari passo con l'incremento del patrimonio - e la consolle, là dietro il divano, su cui si intravedono due ceramiche (bruttine) con gli schiavi negri veneziani.

Due schiavetti negri a casa Aspesi...

E allora c'è venuto in mente lo scandalo scoppiato quando la Principessa di Kent sfoggiò a un ricevimento un gioiello in stile blackamoor - le teste di moro - oggi considerato razzista. Fu costretta a scusarsi giurando di non indossarlo mai più.

E se la nobiltà di sangue vale quella dello spirito,

allora ci aspettiamo lo stesso dalla Aspesi - di sinistra ma per un malinteso, inclusiva ma fino a un certo punto - così che non distrugga stupidamente il personaggio che si è intelligentemente costruita. Grazie, Natalia.

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