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Santa Michaela

Michela Murgia non ha fan, ma adepti. Non critici, ma sacerdoti. Non difensori, ma inquisitori

Santa Michaela
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Avevamo un dubbio, ora non più. Michela Murgia non ha fan, ma adepti. Non critici, ma sacerdoti. Non difensori, ma inquisitori. Non ci ha lasciato una famiglia queer, ma un culto. Santa Michaela Murgia da Cabras. E le Valerio, le Ciabatti, le Tagliaferri e le Ardone, il suo personalissimo Dicastero delle Cause dei Santi.

Ecco, Viola Ardone. Ieri abbiamo letto la sua laudatio di Michela Murgia su Repubblica, che doveva farsi perdonare l'editoriale maschilista di Massimo Recalcati del giorno prima. Frasi e pensieri a caso: "Michela avrebbe sfilato le frasi dai pettegolezzi e le avrebbe disposte sulla tavola". "'Prendete e mangiatene tutti', avrebbe forse detto: 'Questo è il mio corpo'". "Un corpo ancora vivo". "Pietra d'inciampo". "Pietra dello scandalo". E l'elevazione a figura cristologica fu.

Sacro e inviolabile il corpo. Erat sane corpore incorrupta, mente casta... Esemplare la mitezza e la pazienza. Patientia laudabilis, mansuetudine prestabilis... Amorevole e fedele di Spirito. Feruens caritate bistincta, stabilis fide robusta...

Si dicono atei ma venerano la santa di una religione laica. Come Berlinguer, e Gramsci, sardi come lei. La Sardegna nuova Palestina della Sinistra di lotta e di intelletto.

I bimbi che accorrono ai corsi di educazione affettiva.

I carri del Pride che sfilano in processione. Le bandiere arcobaleno che garriscono al vento di Porto Palau... Mancano due settimane alla premiazione dello Strega. Non mancheranno i miracoli. Murgia vive. A essere morto, è il senso del ridicolo.

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