Che giornata il 2 giugno! Non poteva esserci festa più bella per gli 80 anni della Repubblica. Che potpourri di emozioni! Non c'eravamo ancora ripresi dalla commozione per la parata militare ai Fori Imperiali del mattino - che adesso quelli che preferiscono le sfilate dei centri sociali vogliono abolire, e speriamo di no... - che la sera eravamo lì a goderci il grande show in Piazza del Quirinale a Roma trasmesso su Rai1. E fra un monito qua e un monito là di Mattarella è stato bello sentire gli artisti - De Gregori non era invitato - camuffare da racconto storico i loro comizi. E ci è piaciuto un sacco il monologo della Cortellesi - noi la adoriamo, figurati: abbiamo visto due volte C'è ancora domani... - che ha detto cose giustissime, sì insomma, un po' confondendo il 2 giugno del '46 col 25 aprile del '45, ma chissenefrega. Ha ribadito l'importanza storica del voto concesso alle donne (le quali per lo più votarono Monarchia, ma non è importante), ha ricordato la barbara propaganda patriarcale fascista e ha evocato le grandi donne della Repubblica, dalle eroine partigiane a Nilde Iotti e Tina Anselmi, che ci hanno portato fuori da quegli anni bui di orrori e disuguaglianze!
Per fortuna però i tempi cambiano. E anche le persone. Oggi si può passare da fare gli sketch con la Gialappa's a fare gli intellettuali.
E una donna - ma questo la Cortellesi, che è un po' un Benigni al femminile ormai, non lo ha ricordato - può persino arrivare a diventare presidente del Consiglio. E domani chissà - noi non aspettiamo altro - anche della Repubblica. A proposito: auguri.