Cultura e Spettacoli

Gianfranco Vissani denunciato dagli animalisti: "Ignobile e disgustoso"

Daniela Martani, ex concorrente del Grande Fratello e ora attivista vegana, ha depositato una denuncia nei confronti dello chef, che a "Un giorno da pecora" ha spiegato di ammazzare agnelli a "mani nude"

Gianfranco Vissani denunciato dagli animalisti: "Ignobile e disgustoso"

Gianfranco Vissani si è beccato una denuncia da parte degli animalisti italiani. Lo chef, ospite di "Un giorno da pecora", aveva provocato vegetariani e vegani dichiarando di uccidere gli agnelli a "mani nude", utilizzando un “coltello che possa arrivare al cuore per fare uscire più sangue possibile”.

Vissani, in questo modo, non rispetterebbe le leggi sulla macellazione: è questo ciò che si legge nella denuncia presentata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma da Daniela Martani, ex concorrente del Grande Fratello e ora attivista dell’associazione Alleanza Popolare Ecologista. “Sabato sera – ha scritto Martani su Facebook – ho depositato personalmente una denuncia al commissariato di Roma Prati nei confronti di Gianfranco Vissani dopo aver ascoltato quella ignobile intervista in cui godeva nello spiegare come uccidere un agnello. Trovo vergognoso che un’emittente radio della Rai pagata con i nostri soldi del canone, che ricordiamo deve fornire un servizio pubblico, abbia mandato in onda un intervento così disgustoso. Chiediamo dei seri provvedimenti immediati”.

Gianfranco Vissani denunciato dagli animalisti

La violazione imputata a Gianfranco Vissani è quella delle disposizioni di cui al Regolamento (CE) n. 1099/2009 relativo alle cautele da adottare durante la macellazione o l’abbattimento degli animali. “L’atto di macellare un animale senza stordimento – spiega la Martani – è una violazione dell’art. 4 del D.Lgs. 6 novembre 2013 n. 131, e nel caso di uccisione e maltrattamento di animali si risponde penalmente in base all’art. 544-bis e 544-ter del codice penale”.

Nel corso dell’intervista, lo chef aveva spiegato di cucinare a Pasqua “gli agnelli più piccoli perché sono più saporiti” e di utilizzare “un piccolo coltello che possa arrivare al cuore per fare uscire più sangue possibile, con un colpo secco, in modo che la carne rimanga bianca”. “In una festa – ha concluso Daniela Martani – in cui si dovrebbe celebrare la resurrezione e la vita, questo comportamento è quanto di più lontano si possa immaginare dallo spirito della Pasqua. Dov’è la compassione, la pietà, l’amore e il rispetto per una creatura del Signore? Ci sono delle norme a tutela del benessere degli animali che vanno rispettate”.

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