Un treno attraversa l'Appennino, da Bologna a Castelvecchio. Trasporta un feretro coperto di fiori. Ad ogni stazione il convoglio è salutato da muti testimoni: studenti, contadini, operai, che in ginocchio o a capo scoperto, si segnano silenziosi al suo passaggio. È il funerale di un poeta. "Ho immaginato così il filo rosso che unirà fra loro, senza ordine cronologico ma per evocazione emotiva, gli episodi della vita di Giovanni Pascoli". È questa l'idea con cui il famoso sceneggiatore Sandro Petraglia ha scritto Zvanì Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli: il tv movie che, diretto da Giuseppe Piccioni, martedì 13 porterà su Raiuno la vita dell'autore de La cavalla storna. "Un film di fantasmi, di apparizioni lo definisce il suo regista, Giuseppe Piccioni -. L'idea del treno ci consente infatti di evitare una biografia classica, addirittura di non narrare tutta la vita di Pascoli, ma di entrare e uscire attraverso alcuni episodi della sua storia, soprattutto di quand'era giovane, rompendo le tradizionali coordinate spazio-tempo. Una tecnica, in fondo, molto pascoliana". Coprodotto da Rai Fiction e MeMo Films, interpretato da Federico Cesari con Benedetta Porcaroli e Liliana Bottone (le sorelle Maria e Ida), Zvanì prende il titolo dall'affettuosa deformazione in dialetto romagnolo di Giovanni, e racconta il rapporto speciale del poeta con le sue sorelle, quando per loro Pascoli cercò di ricostruire il "nido", cioè la famiglia, distrutta e dispersa dall'uccisione del padre. "Senza indulgere nel gossip ma anche senza trascurare, di questa vita, ombre e facili interpretazioni morbose", precisa il regista, alludendo alla gelosia con cui la sorella Ida ostacolò sempre le relazioni amorose del poeta, pur di preservarne lo strettissimo rapporto parentale.
"Il viaggio di Zvanì racconta una vita molto più avventurosa di quanto si pensi, soprattutto rispetto alla versione un po' polverosa che ce ne dettero fra i banchi di scuola osserva Piccioni - Evoca le giovanili passioni socialiste, la laurea tardiva, la ferrea disciplina appresa presso i Padri Scolopi, che irrobustì il talento del poeta. Ed è costruito in modo da stimolare nello spettatore il desiderio di saperne di più".