Si conobbero a Cinecittà e su un motoscafo di fronte al golfo di Napoli furono beccati da un paparazzo mentre si baciavano: sono Elizabeth Taylor, la divina dagli occhi viola, e Richard Burton, lo sciupafemmine re del teatro, i protagonisti della nuova puntata della nostra serie Scandali sotto il sole. Suscitarono uno scandalo addirittura mondiale, che scosse la pubblica morale e mandò in tilt i giornali rosa. Fra alti e spaventosi bassi si amarono per vent’anni, a suon di sfuriate, colossali bevute e tradimenti.
Liz e Dick li chiamavano i giornali quando finivano in prima pagina, e cioè tutti i giorni, dopo quel 18 giugno 1962. Il motivo era tecnico: i loro nomi completi, Elizabeth Taylor e Richard Burton, nei titoli cubitali della stampa rosa dell’epoca non ci stavano. Successe a Ischia, l’ultimo giorno delle riprese del kolossal Cleopatra, che per i capricci folli dei protagonisti mandò quasi al manicomio registi e produttori della 20th Century Fox. Neanche a dirlo, Liz Taylor era l’ammaliante regina d’Egitto, Richard Burton interpretava il seducente Marco Antonio. A bordo di un motoscafo del produttore Angelo Rizzoli, Liz e Dick si baciarono e tutto cambiò: non solo il destino dei due fedifraghi, bruciati da un amore ossessionante che li tenne insieme vent’anni, ma anche la morale pubblica. I giornali internazionali definirono quel bacio «the smoking gun», la pistola fumante, ossia la prova che fossero amanti, e accese uno scandalo addirittura mondiale.
La produzione si era spostata da Cinecittà a Ischia per girare le scene della battaglia di Azio. Liz, la donna più famosa e corteggiata del mondo, già premio Oscar, con quel ruolo divenne anche l’artista più pagata: i suoi agenti strapparono un cachet di un milione di lire, l’ingaggio più alto mai versato fino a quel momento. Richard era invece il re dei palcoscenici, erede del grande Laurence Olivier, e recitava a Broadway: segni particolari, sciupafemmine dalla voce di tuono. Quando si incrociarono sul set, lui si rivolse a lei con queste parole (e non è leggenda): «Sei troppo grassa, ma sei comunque una gran bella donna». Lei accettò il grezzo complimento senza batter ciglio poiché era rimasta stregata da quel rude intellettuale fin dal primo istante: iniziarono immediatamente a frequentarsi, per la gioia dei paparazzi che stavano alle calcagna di lei, pronti a scommettere che fra i due sarebbe scattata la scintilla. E con Liz, va detto, era una scommessa vinta, perché la divina dagli occhi viola aveva già disinvoltamente impalmato quattro mariti: quello in corso era Eddie Fisher, che si precipitò senza successo a Cinecittà. Dal canto suo, Richard aveva portato in Italia la moglie, Sybil Williams, madre delle sue due figlie: per i fotografi fu una manna scoprire che la sfrontata Liz, per seminarli, indossava una parrucca bionda così da assomigliarle.
Dunque a Ischia i due sbarcarono già da clandestini, mancava solo la pistola fumante, appunto. Che fu servita al mondo dal paparazzo Marcello Geppetti, noto fotoreporter della Dolce Vita. Il 18 giugno gli amanti lasciarono il set alla chetichella e salirono su un motoscafo ormeggiato in un porticciolo riparato. Ma Geppetti era un segugio di prim’ordine: con il suo obiettivo Novoflex salì come un gatto su una terrazza che dava proprio sul porto, sfondò la porta e si appostò. Gli scatti furono 108, tutti ottimi. Il capolavoro però fu uno scatto solo, un bacio durato qualche secondo che si scambiarono sdraiati sul tetto della barca. Fu il finimondo.
Per ritirare le foto, Burton offrì 12 milioni di lire a Geppetti, che li rifiutò e ne guadagnò correttamente 30 vendendo le immagini al tabloid inglese Sunday Pictorial: lo scandalo sollevò uno tsunami tale da arrivare fin nelle più alte stanze del Vaticano. Liz Taylor fu tacciata dall’Osservatore Romano di «vagabondaggio erotico» e Burton fu denunciato dalla moglie per «abbandono e trattamento crudele e disumano», gelosia che gli costò un milione di dollari di risarcimento. Gli amanti, storditi da una passione assoluta condita da litigate furibonde e fiumi di alcol, ormai erano la coppia del secolo e divorziarono immediatamente. Le ultime settimane di riprese si svolsero in un clima di isteria collettiva e non solo per le centinaia di giornalisti e paparazzi accampati davanti a Cinecittà. Il furore dell’opinione pubblica rimbalzò fino oltreoceano: al Congresso americano, una deputata conservatrice propose che la Taylor non potesse più rientrare negli Stati Uniti poiché aveva infangato l’onore di tutte le donne.
I più terrorizzati erano i dirigenti della 20th Century Fox, i quali temevano che quella relazione si sarebbe rivelata un boomerang e che Cleopatra sarebbe stato un flop disastroso. Non andò così: il mondo stava cambiando. La passione travolgente fra la Taylor e Burton contribuì rumorosamente ad ammorbidire la pubblica morale, sedotta anche dalla sfrontatezza dei due: lui disse che Elizabeth aveva «un seno apocalittico, capace di rovesciare imperi», lei definì il compagno «dinamite sessuale». Il 28 luglio 1962 fu battuto l’ultimo ciak e gli amanti partirono per l’Argentario, alla volta di un hotel blindato: era nato quell’estate il più grandioso amore tossico della storia del cinema. Liz e Richard si sposarono, divorziarono, si sposarono ancora; ci furono cadute drammatiche e clamorose riconciliazioni, gelosie senza freni, troppo whisky, ricoveri, altri mariti, altre mogli. Resta nella memoria l’incredibile diamante da 70 carati che Burton regalò alla Taylor: e che lei mise in vendita.
