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Gossip

Jasmine Trinca, anticapitalista in Prada

È stata messa in croce per quella t-shirt Prada da finta povera indossata a Venezia

Jasmine Trinca
"L Estranea" Photocall, Jasmine Trinca at the 83rd Venice International Film Festival, September 07 2026, Venice, Italy (photo by Gian Mattia D’Alberto/Lapresse)

Difendo Jasmine Trinca, povera stella: alla Mostra del Cinema di Venezia, rispondendo a una domanda sulla propria concezione del lavoro, ha detto: «Io sono contro il capitalismo, per me la produttività è un film horror». Beata ingenuità. E via, tutti contro, sia a destra come a sinistra (mai contenti): le hanno rinfacciato che la maglietta di Prada che indossava costava 1.100 euro, uno stipendio, ma i cinesi che lavorano nei laboratori prendono anche meno. Incoerente? Eppure era solo una t-shirt bianca dagli orli bucati in stile finto povera, ma per fortuna era ben evidente il logo del triangolo tono su tono cucito sulla parte frontale che faceva capire subito che non si trattava di un capo della Lidl (che ne ha di bellissimi) ma di un pezzo ugly chic (letteralmente brutto ma chic) di Prada. Quante storie, doveva pur vestirsi: per questo costava di più l’abito da sera, la ditta non ha dato il prezzo, ma guardando in internet sembra almeno 8000 euro. Il suo stilyst per Venezia ha scelto per lei sei outfit (guai dire look, fa antico) e chissà se il rigore nei colori, o bianco o nero, è stato ispirato da un armocromista come ha fatto Elly Schlein.

Per qualcuno Jasmine avrebbe fatto meglio a parlare solo del suo film, L’Estranea del bravo Paolo Strippoli, giudicato il miglior film italiano secondo ARCA CinemaGiovani, l’Associazione Ricreativa per i dipendenti del Gruppo ENEL, non è come vincere il Leone d’oro, ma è stato meglio che niente.

Povera Jasmine: fai una dichiarazione e ti fanno nero, oltretutto nessuno ha detto che si solito gli attori non pagano gli abiti alla Mostra (è tutta pubblicità). Comunque anche la stilista Miuccia Prada prima di entrare nella ditta creata dal nonno, era anticapitalista: negli anni dell’università è stata iscritta alla sezione del PCI Carlo Marx di Porta Romana, il quartiere dove sorge il palazzo di famiglia. Oggi Miuccia è una delle donne più potenti del mondo (secondo Forbes), l’anno scorso il suo gruppo pare abbia fatturato 5,7 miliardi di euro. Miuccia avrà cambiato idea? Non lo so. La cambierà la bravissima attrice Jasmine?

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