Il governo ha deciso Nessun anticipo, si riparte il 4 maggio

Dal lockdown al 15 aprile il settore ha perso il 13% del fatturato. A rischio anche il 2021?

Antonio Risolo

Niente sconti, nessun anticipo di una settimana come aveva chiesto Confindustria Nautica. La produzione nei cantieri riprenderà il 4 maggio. Tutte le «attività prevalentemente orientate all'export, invece, ripartono subito». Confindustria Nautica ha già predisposto un form basato sui dati di settore per la comunicazione ai prefetti.

Nei giorni scorsi, il presidente dell'associazione confindustriale, Saverio Cecchi, aveva auspicato l'anticipo di una settimana: «La filiera della nautica deve ripartire il 27 aprile - aveva detto Cecchi nel corso di una conferenza stampa - Il 4 maggio sarebbe già troppo tardi, comprometterebbe non soltanto il 2020 ma anche tutto il 2021. Dal giorno del lockdown fino al 15 aprile il fatturato della produzione ha perso il 13%. Sono molto preoccupato per la piccola nautica, per cui una settimana di lavoro in più vorrebbe dire tanto. Una settimana per determinati cantieri è linfa, vuol dire recuperare. Non c'è più tempo, alcune aziende potrebbero portare i libri in tribunale». Ma tant'è.

Con la nota 0005671 del 26 aprile - recita un comunicato di Confindustria Nautica - il ministro della Salute, unitamente ai colleghi dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e Trasporti, hanno scritto al ministro dell'Interno per sottolineare come «fra le produzioni di rilevanza strategica per l'economia nazionale che possono continuare l'attività», dovrebbero intendersi incluse anche quelle «orientate prevalentemente alle esportazioni, il cui prolungamento della sospensione rischierebbe di far perdere al nostro Paese importanti quote di mercato».

Le attività in questione, ai sensi del Dpcm del 10 aprile 2020, possono cominciare a riaprire previa comunicazione al prefetto competente per territorio e nel rispetto del «Protocollo di regolamentazione per il contrasto e contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro» siglato il 24 aprile scorso.

E a proposito dell'attestazione del «prevalente orientamento alle esportazioni», Confindustria Nautica, unica associazione riconosciuta dal ministero Infrastrutture e Trasporti come maggiormente rappresentativa, ha predisposto un form a disposizione delle aziende basato sui dati di settore elaborati dal proprio Ufficio studi. L'articolato dossier «riapertura controllata della filiera nautica», predisposto dall'associazione di categoria nelle scorse settimane, è riuscito a dimostrare tecnicamente il basso impatto di rischio delle attività nautiche ed è stato la condizione pregiudiziale per la valutazione di riapertura da parte dell'esecutivo. Tesi confermata anche dall'Inail. Nel frattempo Confindustria Nautica è al lavoro per i provvedimenti su servizi e turismo nautico.

«Abbiamo il massimo rispetto per i nostri lavoratori - il commento di Saverio Cecchi - Per questo ci siamo particolarmente concentrati nell'elaborare ogni elemento utile a offrire le necessarie misure di tutela individuale e di controllo sanitario e definire i protocolli da adottare con i sindacati e le rappresentanze aziendali. Ringrazio il premier Giuseppe Conte e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mario Turco per la grande attenzione dedicata al nostro comparto».