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Cittadinanza, la stretta della Lega: arriva la norma “anti-maranza” contro chi commette reati

La Lega punta alla riformulazione del testo per limitare la cittadinanza per i minorenni che delinquono

Chiede di lasciare in pace la figlia, 40enne malmenato dai maranza a Porto San Giorgio

Una “norma anti-maranza” è stata inserita nella proposta di legge sulla cittadinanza, ora in discussione in Commissione Affari Costituzionale. “Chi compie 18 anni ed è nato qua ottiene la Cittadinanza se la richiede con una sorta di automatismo. Noi fissiamo una serie di reati che precludono l’ottenimento della Cittadinanza, tra cui” quelli legati allo “spaccio di stupefacenti”, spiega il deputato leghista Igor Iezzi a La Presse che precisa: “quindi, il ragazzo che è nato qua e vuole chiedere la Cittadinanza a 18 anni non potrà ottenerla, se ha commesso un reato di questo tipo”.

Secondo quanto apprende Public Policy, la riformulazione del testo originario recepirebbe diverse proposte della Lega per estendere le cause ostative all’acquisto della cittadinanza per le persone nate in Italia e che acquisiscono al compimento dei 18 anni. Oggi la norma prevede infatti che “lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data”. La riformulazione visionata da Public Policy, prevede che la cittadinanza sia preclusa a chi ha una condanna per reati contro lo Stato e le istituzioni puniti con la reclusione. Tra i reati citati vi sono anche violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo, stalking aggravato, rapina aggravata, maltrattamenti contro familiari e conviventi e dei delitti puniti con pena edittale non inferiore, nel massimo, a 3 anni di reclusione. Si elencano anche condanne per “per alcuno dei delitti di cui agli articoli 73 e 74 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti”. Si tratta degli articoli relativi alla “Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope” e alla “Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope”. La cittadinanza è preclusa anche a chi “coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna o comunque detiene sostanze stupefacenti o psicotrope”.

Ma non solo. “Chiunque promuove, dirige, organizza, finanzia o in qualunque modo effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compie altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato, ovvero di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente” non otterrà la cittadinanza. L’acquisto della cittadinanza, però, non è precluso in caso di sospensione della pena e che sia sospeso fino a sentenza definitiva. “La riabilitazione fa cessare gli effetti preclusivi della condanna”, si legge nel testo. Nella seduta odierna, invece, sono stati approvati gli identici emendamenti di FI, Pd e Avs che eliminano il requisito della conoscenza dell’italiano al livello B1 per le persone nate in Italia che acquisiscano la cittadinanza con la maggiore età.

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