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Governo

Bollette, decreto rinviato a lunedì. Nomine, Lega rafforzata

Per il Carroccio Centemero in Consob e Altieri all’Anac. Orsini: “Ora investire”

Giulio Centemero, new PAM President, during the second day of the XIX Plenary Session of the Parliamentary Assembly of the Mediterranean (PAM), Rome, Italy, 21 February 2025. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Nessun problema di coperture, solo tempi tecnici. Il decreto Bollette slitta di qualche giorno e, secondo fonti governative, potrebbe approdare in Consiglio dei ministri già lunedì 9 novembre. Ieri il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, ha illustrato il provvedimento, che è stato così incardinato, ma il via libera è stato rinviato «per necessità di approfondimenti». Dal governo spiegano che la Ragioneria generale dello Stato, già prima della riunione della scorsa settimana, aveva chiesto chiarimenti sull’allineamento temporale tra le risorse e il loro utilizzo, «come sempre accade», e che per rendere operativi i fondi servono appositi adempimenti dell’Arera. Dal Mase assicurano che lunedì il decreto passerà nello stesso testo illustrato ieri.

Il Consiglio dei ministri è stato anche l’occasione per due nomine di peso, entrambe con il marchio della Lega. Matteo Salvini incassa la presidenza dell’Anac, per la quale è stata avviata la procedura a favore di Trifone «Nuccio» Altieri: ex deputato, già responsabile del dipartimento Difesa del Carroccio ed ex presidente di Invimit. Succede a Giuseppe Busia. In Consob arriva invece come commissario Giulio Centemero, già tesoriere del partito e capogruppo leghista in commissione Finanze alla Camera. Scelte che le opposizioni hanno subito contestato.

Intanto la manovra entra nel vivo del passaggio parlamentare. C’è tempo fino al 17 novembre per gli emendamenti, con una dote di 120 milioni: ogni ulteriore intervento andrà coperto. «Io c’ero ed il clima era preoccupato», ha raccontato a Un Giorno da Pecora il ministro della Pa Paolo Zangrillo a proposito del Cdm che ha varato il testo. «Si tratta di una legge di Bilancio complicata, che non ci dà grande spazio per rispondere a tutte le istanze», ha spiegato, ricordando però che «ora c’è l’iter parlamentare, dove potrà esser migliorata e modificata. Peggiorata no». Tra i capitoli da affrontare c’è la previdenza dedicata alle Forze armate, un tema «che mi sta molto a cuore», ha detto il ministro. «Spero che in Parlamento se ne parli e si trovino le risorse», ha chiosato.

Sulle pensioni il confronto resta aperto. La Lega punta a potenziare il fondo da 850 milioni per la flessibilità e a usarlo per l’uscita a 64 anni. In Lombardia l’assessore al Welfare Guido Bertolaso suggerisce di dirottare quelle risorse sugli ospedali: «Credo che oggi a 64 anni non ci voglia più andare nessuno in pensione, io ne sono un esempio». Pronta la replica di Emanuele Monti, responsabile Sanità del Carroccio: «Non accettiamo che per finanziare un diritto si debba sottrarre a un altro. Non si possono depredare i pensionati per finanziare la sanità». Monti rivendica il «finanziamento record per la sanità, con oltre 20 miliardi in più rispetto al 2022», ottenuto grazie al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

A difendere l’impostazione prudente dei conti è anche Confindustria. In merito al faccia a faccia con Giorgia Meloni, il presidente Emanuele Orsini ha sottolineato che «la disciplina fiscale e la tenuta dei conti in ordine è sempre un obbligo» e che questo «ci aiuta nell’andare all’estero». «Anche nel confronto con la presidente del Consiglio su questo eravamo ovviamente d’accordo», ha spiegato, aggiungendo però che «per essere competitivi su alcune materie noi abbiamo bisogno di investire», perché «il debito sugli investimenti per essere competitivi sarà fondamentale».

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