Il governo accelera per mettere un argine all’ennesima fiammata del caro carburanti. Secondo le ultime ipotesi circolate, ci sarebbe l’intenzione di varare già entro questa settimana un decreto ponte da 100 milioni di euro. In attesa di un secondo intervento ad agosto. La corsa di diesel e benzina sembra ormai irrefrenabile, con il primo che ieri è arrivato a 2,18 euro al litro, con una crescita di quasi 30 centesimi da inizio mese, mentre il carburante verde è volato verso 1,98 euro al litro.
L’obiettivo del governo è garantire un sospiro di sollievo agli automobilisti attraverso un taglio sulle accise che potrebbe arrivare fino a 20 centesimi al litro, ricalcando potenzialmente lo schema già adottato nell’ultimo provvedimento: non una sforbiciata uniforme, ma un intervento differenziato e mirato a tutelare le situazioni più critiche e soprattutto il diesel, maggiormente colpito dai rincari. Con questa nuova tranche di aiuti, la dote complessiva mobilitata finora dallo Stato per schermare famiglie e imprese salirebbe, secondo Unimpresa, a circa 2,1 miliardi di euro.
Si tratterebbe di una soluzione temporanea, ideata per coprire la distanza che separa i listini odierni dal prossimo vertice di governo. Il 4 agosto è infatti fissato il Consiglio dei ministri, quando l’Esecutivo tirerà le somme sull’extra gettito Iva incassato a luglio e sfruttare un maggiore supporto dal meccanismo delle accise mobili per ridurre il peso dell’imposta sul prezzo al litro.
Il tempo ormai stringe, la pressione geopolitica legata al conflitto in Iran continua a far salire la febbre dei prezzi, spingendo gli automobilisti verso una nuova stangata: secondo le ultime stime delle associazioni d’impresa, l’extracosto generato da questa spirale rialzista sfiora ormai gli 880 milioni di euro su base mensile, una zavorra sui consumi che rischia di trasformare l’esodo estivo in un salasso inevitabile. Un salasso, che ovviamente, non colpisce solo gli italiani.
Numeri alla mano, guardando ai movimenti dei costi alla pompa dall’inizio della guerra in Medioriente (23 febbraio 2026) ad oggi, tra le principali economie europee, l’Italia non è però il Paese che ha subito i rincari più pesanti: si piazza sul gradino più basso del podio, preceduta da Francia e Germania. Nel giro di poco più di cinque mesi, infatti, nei distributori Oltralpe il prezzo del diesel è schizzato del 32,5%, passando da 1,65 euro al litro a ben 2,18. Rincaro più lieve sulla benzina, che comunque è arrivata ieri a 2,10 euro al litro (+23,3%). In Germania invece, paese oggi più costoso in Europa dove far benzina, il gasolio è arrivato fino a 2,20 euro al litro e, in controtendenza rispetto agli altri stati, il costo del carburante verde è salito fino a 2,21 euro.
Per chi è alla ricerca di un benzinaio economico, la tentazione di andare in Spagna per l’estate potrebbe essere di colpo attrattiva, con il diesel fermo a 1,72 euro al litro - con uno sconto sulle accise di 15 centesimi - un dato che in Italia non vediamo da inizio anno. Insomma, se la domanda per la Costa del Sol sarà da record nell’estate del 2026, nessuno sarà sorpreso.
