Calano i reati, diminuiscono gli omicidi e si riducono nettamente gli sbarchi. In calo anche i femminicidi, mentre crescono i rimpatri e si rafforza il contrasto patrimoniale alla criminalità, con migliaia di beni confiscati e restituiti alla collettività.
È questo il quadro tracciato dal Dossier Viminale 2026, diffuso in occasione del Ferragosto. Secondo i dati del dicastero guidato da Matteo Piantedosi, nel primo semestre dell’anno i delitti sono diminuiti del 10% rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da oltre 1,186 milioni a circa 1,068 milioni. Il calo riguarda i principali reati: gli omicidi volontari scendono del 15,3%, da 163 a 138; i furti dell’11,4%, da 493.975 a 437.800; le rapine del 12,3%, da 14.275 a 12.515. In diminuzione anche violenze sessuali
(-7,1%) e truffe informatiche (-9,5%).
Particolarmente significativo il capitolo sulla violenza di genere. Le vittime femminili di omicidio volontario e femminicidio sono passate da 54 nel primo semestre 2025 a 34 nello stesso periodo del 2026, con una riduzione del 37%. Il dossier registra anche un arretramento del fenomeno migratorio via mare: gli arrivi nel primo semestre sono stati 14.388, contro i 30.060 dello stesso periodo del 2025, con un calo del 52,1%. Crescono invece i rimpatri, che passano da 3.301 a 4.432 (+34,3%). Aumentano i rimpatri volontari assistiti, da 324 a 607.
Il rafforzamento del dispositivo di sicurezza passa inoltre dagli organici. Dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 sono state effettuate 45.977 nuove assunzioni nelle forze dell’ordine, 2.527 in più rispetto al turnover. Per i Vigili
del fuoco le nuove assunzioni sono state 6.897. Sul versante antimafia, il ministero segnala 37.576 beni confiscati attualmente in gestione e oltre 22 mila beni restituiti alla collettività nel Mezzogiorno dal 2022, per un valore complessivo di 864 milioni. Il rapporto comprende infine il contrasto al terrorismo e alla criminalità informatica. Sono 254 i soggetti pericolosi rimpatriati per motivi di sicurezza dal 2022 al giugno 2026. Un quadro che, nelle conclusioni di Piantedosi, dimostra l’efficacia delle strategie adottate, pur indicando nella sicurezza un fronte sul quale «non ci si può sentire appagati».
