Per dirla con le parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto, «è tutto legato: i frigoriferi, il sangue in Francia, i droni, gli aerei... viviamo in questo periodo». E parla di «strategia per generare caos». Che gli episodi degli ultimi giorni siano tasselli di una strategia per aumentare la tensione in Europa è una consapevolezza maturata anche a Bruxelles, dopo la giornata di ieri. Segnata da paura e scompiglio senza precedenti nei cieli Ue, travolti da un’ondata di allarmi bomba in diversi Stati. Su una ventina di aerei coinvolti, dieci avevano come partenza o destinazione l’Italia. In due casi, i caccia si sono alzati in volo: a Roma per scortare un aereo Helsinki-Fiumicino e in Francia dove un Dublino-Roma è atterrato in emergenza a Evreux. A Malpensa sono intervenuti gli artificieri.
Che non si tratti di un affare nazionale è ormai chiaro vista la simultaneità degli episodi e l’estensione della minaccia ibrida. Si guarda al quadro complessivo, con gli attacchi hacker che hanno colpito i sistemi di refrigerazione nei supermercati e l’ente pubblico che gestisce il sistema trasfusionale in Francia, dove il peggio è stato sventato. Elementi di una minaccia trasversale, di fronte a cui si ipotizza ora un coordinamento a livello europeo per rispondere a ulteriori crisi. Bruxelles ha attivato i canali di cooperazione internazionale per individuare i server da cui sono transitate le mail che annunciavano le bombe sugli aerei e gli indirizzi Ip per risalire ai responsabili. I messaggi sarebbero arrivati da indirizzi compromessi o da piattaforme che garantiscono servizi anonimizzati. La mail arrivata negli aeroporti italiani («L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso») è firmata dai «Combattenti dello Stato maschile», un movimento russo ultranazionalista e misogino, «Muzhskoye Gosudarstvo», bandito in Russia.
La Commissione «continua a monitorare da vicino la situazione». L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa), ha avvertito che «il maggior numero di dirottamenti sottopone il sistema a un’ulteriore pressione». Europol si dice pronta «a sostenere le autorità nazionali facilitando lo scambio di informazioni e individuando possibili collegamenti tra i diversi Paesi». L’ipotesi investigativa per ora è quella di un attacco coordinato. Ma si teme un ulteriore salto di qualità, che nel mirino finiscano altre infrastrutture essenziali. Le informative di Polizia Postale e Polaria saranno inviate alle procure competenti, comprese Roma e Civitavecchia. Quella di Busto Arsizio, guidata da Carlo Nocerino, ha già aperto un fascicolo per «procurato allarme» a carico di ignoti. Un’ipotesi definita «in via di sviluppo».
«Non credo che abbiamo mai visto prima un simile livello di coordinamento», ha dichiarato al Financial Times l’Ad di Air France-Klm, Ben Smith, secondo cui i passeggeri non avrebbero «alcun motivo per rallentare o ridurre i propri programmi di viaggio». Nessun timore neanche per l’ad di Ita Airways, Joerg Eberhart: «Sono pochi casi, non penso che ci sia un trend».
