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Governo

Il ddl Concorrenza oggi in Cdm: stretta su distributori e Rc Auto

Dal 2028 stazioni di servizio obbligate ad offrire anche carburanti alternativi Il nodo del telemarketing

Il ddl Concorrenza oggi in Cdm: stretta su distributori e Rc Auto

Oggi alle 17.30 si riunirà il Consiglio dei Ministri per discutere il tanto atteso ddl Concorrenza. Gli aspetti centrali che dovrebbero essere discussi sono tre: telemarketing, Rc auto e carburanti.

Partendo dal telemarketing, che è l’aspetto che risulta assente dalla bozza pubblicata ieri, l’idea è di allargare il blocco anche al settore delle telecomunicazioni e non più solamente ai fornitori di energia elettrica e gas.

Sul fronte della Rc auto, l’obiettivo è rendere più efficiente il sistema del risarcimento diretto, rafforzare il contrasto alle frodi assicurative e all’evasione dell’obbligo assicurativo. La riforma dovrà partire dalla revisione del bonus e del malus, che dovrà essere basato «su una più ampia disponibilità di informazioni e su metodologie di valutazione del rischio maggiormente evolute, in modo da meglio valorizzare i comportamenti di guida virtuosi e ridurre il peso relativo di alcune variabili indirette, e in particolare quella territoriale, stimolando ulteriormente la competitività fra le imprese a vantaggio degli assicurati».

Il terzo aspetto, e probabilmente quello più rivoluzionario, è legato ai distributori di carburante. Da una parte l’obiettivo è assicurare un servizio di alta qualità, togliendo i distributori dalle mani della mafia. A tal proposito non potranno ottenere l’autorizzazione i soggetti responsabili di frodi, delitti o cause di esclusione automatica dai contratti pubblici. Dall’altra parte, a partire dal 2028, per continuare a operare, i distributori dovranno offrire non solo benzina e diesel ma anche carburanti alternativi. Per accompagnare questa transizione, lo Stato metterà a disposizione 112 milioni di euro in tre anni (2028, 2029 e 2030) come incentivo per chi trasforma il proprio impianto in una stazione di ricarica elettrica o in un punto di distribuzione di biocarburanti. In tale prospettiva, la ristrutturazione della rete e orientata anche alla progressiva chiusura (e riconversione) degli impianti obsoleti e a basso erogato, cosi da ridurre le inefficienze strutturali, migliorare la concorrenza tra operatori e, a beneficio dei consumatori.

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