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Governo

Piano Meloni per l’autunno: “Alleggeriremo le tasse”

In un’intervista a “Chi”, la premier ridimensiona Vannacci: “Un’operazione che favorisce la sinistra”. Poi le parole sul difficile equilibrio tra maternità e ruolo pubblico

Meloni: "Accordo Usa-Iran occasione per la pace. Italia pronta con una missione navale"

Mare, tuffi, passeggiate e qualche selfie con residenti e turisti a La Maddalena, insieme alla figlia Ginevra. Una breve parentesi di normalità, alla ricerca di un tempo più lento, prima di tornare alla politica e a un’agenda che non concede troppe tregue. La Sardegna è stata la prima tappa di Giorgia Meloni, che ora proseguirà la sua vacanza, lontano dai riflettori, prima del rientro in Puglia nella seconda parte di agosto. «Da qualche parte in Italia, il posto più bello del mondo, ma non le dico dove, e non perché sia un segreto di Stato, ma per necessità di normalità», racconta Meloni nell’intervista esclusiva concessa a Chi, in edicola da oggi. Una normalità che, per la presidente del Consiglio, è un lusso da difendere. «Cercare di riposare qualche giorno con i giornalisti che stazionano davanti alla tua porta e i fotografi arrampicati non è facilissimo. Per carità, fanno il loro lavoro, ma quei giorni sono l’unico momento in cui posso essere soltanto una mamma come tutte le altre, e cerco di difenderli come posso».

La premier non si sottrae alle domande sul futuro del governo e sulle priorità della seconda parte della legislatura. La rotta è tracciata: «Fare ancora meglio sulle priorità: alleggerire le tasse, rafforzare il potere d’acquisto e favorire un’occupazione sempre più stabile». Nessun rimpasto all’orizzonte a settembre, dunque, mentre il governo guarda alle prossime scadenze e soprattutto al 2027. Meloni rivendica il lavoro fatto e respinge l’immagine di un esecutivo arrivato al traguardo. Anzi: «Nessuno può accusarmi di essermi risparmiata». Sul piano politico, la premier rivendica inoltre le misure adottate sul costo dei carburanti e sull’occupazione, oltre alla battaglia contro la desertificazione dei centri storici. E sul clima conferma un approccio pragmatico, lontano da quello che definisce «ambientalismo ideologico». Anche sul caso Vannacci il giudizio è netto: «Un’operazione costruita per favorire la sinistra».

La fatica, però, esiste e la presidente del Consiglio non la nasconde. «La stanchezza c’è e la sento», ammette, in un passaggio nel quale la dimensione politica lascia spazio a quella personale. Anche perché tra riunioni, vertici internazionali e dossier da affrontare, il tempo per sé e per sua figlia rimane pochissimo. Ed è proprio Ginevra il centro della parte più intima dell’intervista. Meloni racconta di non voler trasformare la figlia in una presenza permanente sotto i riflettori. Quando però capita di portarla con sé nei viaggi istituzionali, la reazione degli altri leader è tutt’altro che scandalizzata. «I miei omologhi e le altre autorità che incontro sono sempre divertiti, ma non direi sorpresi; la reazione più bella è invece quella delle altre donne che incontro, che mi fanno un cenno d’intesa. È un linguaggio che non ha bisogno di traduzione». E aggiunge: «Dopodiché, se questa immagine dice a una ragazza che non è vero che deve scegliere tra essere madre e avere una carriera, allora sono contenta che si veda».

La riflessione si sposta poi sulle sfide che attendono le nuove generazioni. «L’impatto dell’intelligenza artificiale sulla vita di Ginevra e della sua generazione è forse la cosa che mi preoccupa di più». Il rischio, spiega Meloni, è quello di «un mondo nel quale non si distingue più cosa sia vero da quello che non lo è», ma anche di una generazione che possa smettere di pensare e affidarsi alle risposte di una macchina. Sul tavolo ci sono anche social e smartphone, con la proposta di vietare i social ai minori di 16 anni: «È un bene che se ne parli, ma ho l’impressione che le nostre risposte non siano ancora sufficientemente efficaci». E poi arrivano le domande di Ginevra, forse le più difficili di tutte. «I bambini vanno diritti al punto, senza diplomazia». Compresa la domanda che fa più male: «Qualche volta mi ha chiesto perché il mio lavoro veniva prima di lei, e mi ha fatto venire il cuore come una nocciolina». Infine i valori che vuole trasmettere alla figlia: «Il rispetto, insieme alla libertà e al coraggio che serve per essere davvero liberi».

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