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Governo

Decreto carburanti, “non ci saranno solo le accise mobili”

Il ministro Urso: “Saranno soluzioni mirate”. Bonelli: “Tassate i petrolieri”

"Ets, l'Ue non penalizzi l'industria"

Il decreto per frenare l’impennata di diesel e benzina è allo studio. Tanto che alcuni ipotizzano possa arrivare senza aspettare il mese d’agosto. Nel set di strumenti utilizzati ci saranno le accise mobili - che tuttavia frutteranno uno sconto più corposo solo a partire da agosto - ma non solo quello. A farlo capire è stato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso: «Il meccanismo delle accise mobili consente di utilizzare l’extragettito dell’Iva per calmierare il prezzo dei carburanti: questa è una delle soluzioni che si sta prospettando, insieme ad altre che comunque vanno valutate, mirate ed efficaci come quella già in vigore nel settore dell’autotrasporto con il credito di imposta», ha detto ieri intervistato da TgCom24.

A lavorare fitto sul dossier è il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che si ritrova ad agire nel contesto di un bilancio

senza grandi spazi d’azione. Il taglio delle accise, effettuato con uno sconto generalizzato di 20-25 centesimi, costa nell’intorno dei 170 milioni di euro a settimana. Ma può scendere a 140 con un taglio differenziato, con uno sconto di 25 cent sul gasolio e di 10 sulla benzina. Il primo carburante ieri ha toccato i 2,18 euro al litro, mentre la verde si vende in media a 1,97 euro. Il taglio delle accise è stato spesso criticato dall’Unione europea perché è molto costoso e sono aiuti che finiscono a favore per la maggior parte a fasce di popolazione non vulnerabili. Un approccio, però, che non considera l’impatto sull’inflazione di lasciar correre i prezzi dei carburanti e, a cascata, il rischio di una pericolosa frenata dei consumi e quindi della crescita del Pil. Aspetti che non si vogliono tralasciare dalle parti di Palazzo Chigi. Questo anche al netto che l’Italia, pur in emergenza, sui rincari alla pompa è messa meglio di altri Paesi.

«Il gasolio nell’ultimo mese è aumentato in Italia del 4,6%, mentre la media di aumento nell’Ue è tre volte superiore, l’11,42% e in Germania è addirittura 5 volte di più, siamo al 24%», ha aggiunto Urso. «Dobbiamo agire tempestivamente» e in «maniera ancora più efficace», «dobbiamo razione le risorse e utilizzarle al meglio, per le imprese e le famiglie».

Intanto ieri l’opposizione, con Angelo Bonelli dei Verdi, attacca la premier Giorgia Meloni colpevole di «rifiutarsi di colpire gli extraprofitti delle compagnie petrolifere» per finanziare il taglio delle accise. Una proposta però che rischia di essere un boomerang.

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