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Governo

L’esecutivo celebra il record a Bari, boato per Meloni sul palco: “Ci hanno chiamato estremisti per anni e poi hanno copiato tutto in Ue”

Tantissime le persone accorse per festeggiare il record dell’esecutivo: in collegamento sono intervenuti anche i due vicepremier

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante l’evento per festeggiare il governo più longevo della Repubblica, Bari, Venerdì 4 settembre 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Italian PM Giorgia Meloni celebrates the longest-serving government of the Italian Republic, Bari, Friday, September 4, 2026 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Fratelli d’Italia ha organizzato un grande evento al porto di Bari per celebrare il governo più lungo della storia repubblicana. Tantissime le persone arrivate da tutte le parti d’Italia per festeggiare questo traguardo importante ma, ovviamente, il momento più atteso sarà il discorso conclusivo di Giorgia Meloni. Prima di lei, dal palco, ha parlato Maurizio Lupi e in collegamento sono intervenuti Matteo Salvini e Antonio Tajani. La premier si è affacciata sul palco durante l’intervento di Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione Ue, che si è interrotto brevemente per salutarla mentre la folla la applaudiva.

“Sono da ministro dei Trasporti fermo a un autogrill in Toscana per collegarmi con Bari. Mando un grande abbraccio e anche un pensiero mio a due giganti del centrodestra che hanno cominciato con noi questa legislatura e adesso ci seguono da lassù, e penso a Silvio Berlusconi e Umberto Bossi che hanno sacrificato anni di vita, famiglia, processi, libertà personale, per arrivare alla giornata di oggi che è un punto di partenza”, ha dichiarato il ministro Salini intervenendo in videocollegamento. “Con Schlein e Conte penso che il centrodestra sia destinato a governare per altri mille e mille giorni”, ha detto Salvini. Il collegamento del ministro dei Trasporti non è andato benissimo a causa dei problemi di connessione, ma questo non gli ha impedito di ribadire l’appoggio a Meloni: “Giorgia Meloni è una straordinaria donna di valore che in questi anni è diventata anche un’amica. La Lega c’è e ci sarà non solo per vincere, ma per prendere per mano questo straordinario Paese. Contate su di me e sulla straordinaria squadra della Lega”.

Subito dopo è intervenuto il ministro Tajani, che ha sottolineato come la premier “ha fatto un grande lavoro, è riuscita a trasformarsi in un presidente del Consiglio credibile”. Nel governo “prevalgono i principi di lealtà, di correttezza, di amicizia e di fedeltà nei confronti degli elettori”, ha quindi sottolineato il titolare della Farnesina. “Non siamo soltanto un insieme di partiti, siamo in grado di avere dei rapporti personali solidi. Lo diceva Matteo Salvini: c’è anche un sentimento di amicizia forte fra di noi. E questo, quando si combattono battaglie politiche, sapere che al tuo fianco c’è un amico o un’amica leale significa che tu puoi combattere con più sicurezza, con più forza e i risultati da raggiungere diventano ancora più facili. Non sottovalutiamo questo aspetto, che è fondante nella coalizione di centrodestra”, ha aggiunto Tajani.

“Mi regalate una grande emozione perché nessuno di voi è venuto qui per una data, diciamo la verità, il governo più stabile non è per forza anche il più capace, ma è semplicemente quello che ha avuto più tempo degli altri per essere giudicato e quel giudizio siete voi con questa presenza e questo entusiasmo. Siete voi insieme ai milioni di italiani ancora al nostro fianco. Di questo dobbiamo andare fieri, non di governare da 1.413 giorni, ma di avere ancora un consenso più alto di quello che avevamo il primo giorno”, ha detto Meloni dal palco di Bari tra gli applausi. “Niente sarebbe stato possibile senza Matteo Salvini e la Lega, Antonio Tajani e FI, senza Maurizio Lupi e Noi moderati. Non è un caso che sul podio dei tre Governi più longevi ci siano tre Governi di centrodestra”, ha proseguito la premier, “dobbiamo andare fieri non di governare da 1.413 giorni, ma di avere da voi, ancora dopo 1.413 giorni, un consenso più alto di quello che avevamo il primo giorno di questo governo”. Noi, ha detto ancora la premier riferendosi alla coalizione, “non stiamo insieme per battere lo stesso avversario ma per costruire le stesse idee. Chi si allea per battere un avversario, il giorno dopo non sa cosa fare. Chi si allea per stare insieme dopo 1.413 giorni ha ancora idee”. Quindi, ha detto ancora, “non siamo insieme contro qualcuno ma per affermare le nostre idee. Abbiamo ancora la lista di quello che dobbiamo fare”. Parlando con il pubblico, ha spiegato di non essere andata a Bari ”per festeggiare, ho il peso della responsabilità. Sono qui per ripercorrere dov’era la nazione il 22 ottobre del 2022 e dov’è adesso perché in democrazia bisogna rendere conto” e “la stabilità è la prima grande riforma regalata alla nazione”.

Quando “l’Italia siede al tavolo, la nostra nazione viene presa molto sul serio, può dire di no, indicare la rotta. E quando vieni preso sul serio, beh, puoi permetterti di dire di no, puoi determinare le scelte invece di subirle, puoi indicare la rotta invece di adeguarti. Le battaglie che l’Italia perdeva oggi le vince, sono conquiste che vogliamo lanciare agli italiani indipendentemente da chi vincerà le elezioni. Grazie a quella stabilità - ha aggiunto la premier - l’Italia ha smesso di essere il caso da sorvegliare in Europa, perché voi lo sapete, c’è stato un lungo tempo in cui la nostra nazione è stata considerata un po’ la malata d’Europa”. Come coalizione, ha detto ancora, “siamo a posto con la nostra coscienza, ce la stiamo mettendo tutta. Ci vuole una montagna di coraggio. Non ho mai mollato e non intendo farlo adesso”. “So benissimo che su alcune materie la discontinuità che gli italiani chiedevano ancora non si vede come dovrebbe e su altre le risposte non arrivano velocemente o forse non bastano. Non pensate mai che a noi manchi la volontà politica o il coraggio. Per carità, sbagliamo come tutti”, anche se “scardinare incrostazione di potere non è facile”. E rivolgendosi alla sinistra ha aggiunto: “A loro dico: mettetevi comodi, la stabilità non è stata un peso, ma uno scudo, grazie alla stabilità abbiamo protetto questa nazione”. In questi quattro anni, ha spiegato, “ci sono stati dei giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla ma non ho mai mollato e non mollerò mai” e “alla nostra classe dirigente dico dobbiamo fare di più e meglio ma a chi vuole ostacolarci dico mettetevi comodi se volevate prenderci per stanchezza non avete capito con chi avete a che fare”. E come eredità per il Paese c’è anche la stabilità, “ed è esattamente questa la ragione per la quale proponiamo che alle prossime elezioni, ed in avanti, i cittadini possano scegliere la coalizione, il programma e il candidato premier da proporre al capo dello Stato. Perché vogliamo che chiunque vinca abbia i numeri per governare cinque anni, che significa niente ribaltoni e niente governi nel palazzo dopo il voto, come vorrebbe fare il Partito democratico”.

Il governo, ha spiegato, ha mantenuto “i conti in ordine” e lo ha fatto fatto “perché siamo veri patrioti, diversamente da chi ha devastato i conti, con misure come il superbonus, per pagarsi la campagna elettorale con i soldi degli italiani”. Gli stipendi in Italia “sono ancora troppo bassi ed è la ragione per cui intendiamo perseverare, non molleremo su questo perche’ noi vogliamo essere il governo di chi lavora e di chi si impegna. Quello dei fannulloni e dei privilegiati lo lasciamo volentieri ad altri”. Ed è grazie al lavoro che sono arrivati i risultati, “abbiamo speso al meglio i soldi europei, PNRR compreso. Dicevano con la destra al governo, l’Italia perderà miliardi! ‘Non saranno in grado’. Non solo non abbiamo perso 1 euro, ma abbiamo adeguato il Pnrr ai bisogni reali di questa nazione. E dopo decenni di un’Italia che era fanalino di coda sulla spesa dei fondi europei, noi siamo stati la prima nazione in Europa sulla spesa del Pnrr e abbiamo fatto lezione in Europa”. E poi, “vi ricordate lo spread, questo numero che la sinistra usava sempre contro i governi di centrodestra, bene quando ci siamo insediati era 233 punti oggi è stabilmente sotto gli ottanta: significa miliardi di interessi risparmiati sul debito, significa soldi che non vanno ai mercati ma rimangono agli italiani”. In questi quattro anni, ha aggiunto Meloni, “abbiamo protetto la famiglia e la natalità. Prima per stare con tuo figlio dovevi rinunciare al 70% del tuo stipendio, oggi per otto mesi prendi l’80%”. Inoltre, “abbiamo messo la gran parte delle nostre risorse per proteggere il più possibile in un tempo così complesso il potere di acquisto degli italiani. Con il taglio del cuneo abbiamo messo in busta paga anche intorno ai 100 euro in più al mese, altro che gli 80 euro di Renzi. Se aggiungiamo la riforma dell’IRPEF, abbiamo rimesse nelle tasche degli italiani ogni anno 21 miliardi di euro, e poi la detassazione dei premi produttività, delle mance, dei fringe benefit. La soglia del forfettario alzata a 85.000 euro perché noi non abbiamo mai accettato che le partite Iva, i professionisti, gli artigiani fossero considerati lavoratori di serie B”. La prima casa, invece, “esce dal calcolo dell’Isee fino a 90mila euro, viene esclusa completamente per le famiglie numerose”.

Sui carburanti, invece, “altri provvedimenti sono in arrivo, ma questa volta saranno mirati: non possiamo permetterci di spendere soldi per darli a chi non ne ha bisogno o viene a fare benzina dalla Francia”. Quando si è chiuso lo stretto di Hormuz, “il petrolio è schizzato, siamo intervenuti con le accise mobili, che significa tutto quello che lo Stato incassa in più torna immediatamente alla pompa per abbassare il prezzo. E altri provvedimenti sono in arrivo, però vi annuncio che questa volta saranno più mirati, perché noi non possiamo permetterci di spendere altri soldi per consentire a chi non ne ha bisogno di avere lo stesso aiuto che ha un italiano che guadagna 1.200 euro al mese”. Ma “vogliamo che l’energia che serve all’Italia sia sempre più prodotta in Italia, ecco perché dopo quarant’anni abbiamo rotto un tabù e riaperto al nucleare. E vogliamo aumentare la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari: non ha senso andarlo a comprare in Qatar quando ce l’abbiamo in Basilicata”. Dal 2022, sottolinea la premier, “abbiamo lavorato sulla sanità, nonostante le tante bugie che raccontano. Le liste d’attesa sono iniziate con il governo Meloni? No, esistevano 5-6 anni fa ma nessuno se ne era occupato, la sinistra le ha lasciate a noi. E noi ci siamo chiesti come si potesse fare meglio. Non esisteva in Italia uno strumento che dicesse quante persone stessero aspettando, e dove. Siamo partiti dal monitoraggio, territorio per territorio, prestazione per prestazione. Tutti quelli che ci fanno la morale, a questo non avevano pensato. Su 10 prestazioni 8 sono erogate nei tempi previsti e 2 no: sono troppe, ma almeno ora sappiamo dove intervenire”.

A livello economico “noi abbiamo scommesso sul fatto che il Sud potesse diventare la locomotiva d’Italia sbaragliando ogni pronostico ed i numeri, che non sono opinioni, dicono che era la scelta giusta”. Per quanto riguarda l’ex Ilva, “è la questione più complessa, vede sul territorio chi vorrebbe la sua chiusura e chi vorrebbe valorizzare il suo valore, abbiamo fatto sforzi per garantire la prosecuzione delle attività anche con molte risorse che sono state investite, continueremo a farlo con realtà locali, sindacati, associazioni datoriali, il nostro obiettivo è tutelare la salute pubblica ma anche preservare un patrimonio industriale importante per Puglia e nazione intera”. Mentre sul fronte immobili, “arriva il Piano Casa. Si parte da 100.000 alloggi in 10 anni, a prezzi calmierati per le giovani coppie, per le famiglie, per chi lavora, comprese 60.000 case popolari inagibili, occupate abusivamente, che stiamo sgomberando perché l’Italia nella quale i prepotenti hanno la meglio sulle persone per bene deve finire”. Sul fronte dell’agricoltura, “abbiamo protetto chi lavora la terra e in questa regione ne sapete qualcosa, dal furore ideologico dell’ambientalismo cieco, perché per noi chi coltiva, chi alleva, chi pesca non è nemico dell’ambiente, è il primo custode della natura. Oggi l’agricoltura italiana è la prima in Europa per valore aggiunto, il reddito agricolo cresce, l’agroalimentare supera ogni record. Ci siamo battuti in Europa per scongiurare in Italia il settore, ci siamo riusciti, abbiamo ottenuto il principio di reciprocità. Chi vende in Europa deve rispettare le stesse regole che imponiamo ai nostri produttori. Non è protezionismo, è buon senso. Abbiamo fermato provvedimenti folli che avrebbero massacrato la nostra pesca e siamo stati la prima nazione al mondo a vietare la carne sintetica”. La battaglia più difficile “è quella contro i miliardi di euro di prodotti venduti nel mondo e che italiani non sono, roba che questa terra non ha mai visto, non chiamatela concorrenza, è un furto nei confronti di chi si alza alle 4 del mattino e un oltraggio alla cucina italiana. Ogni accordo che l’ Europa firma deve proteggere nostri prodotti, non è una richiesta dell’Italia, ma una condizione affinché l’Italia dica di sì”.

Immancabile il passaggio sui migranti: “A chi per tutta l’estate ci ha fatto lezione sui ‘dublinanti’ ricordo solo questo: noi abbiamo bloccato 80mila ricollocamenti verso l’Italia, la sinistra al governo ne aveva accettati almeno 30mila, eccola la differenza”. E poi, “ci hanno detto che le nostre posizioni erano impresentabili, fuori dalla civiltà politica europea. Oggi quelle posizioni sono legge europea e quindi sono la civiltà politica europea. Ci hanno chiamato estremisti per anni e poi hanno copiato tutto. Ecco cosa significa contare in Europa, ecco cosa significa far contare la destra”. E quindi, ha sottolineato che “la libertà delle donne in Italia non è negoziabile”. E questo “è un altro punto su cui non faremo mai un passo indietro” perché “rispettiamo ogni religione ma non esiste che ci sia un pezzo di questa nazione in cui valgono altre regole, strade in cui una ragazza debba chiedere il permesso di studiare, come vestirsi, chi amare”. In Italia, ha ribadito, “esiste una legge sola ed è la legge italiana. Non esiste una periferia, un quartiere, una strada dove una ragazza debba chiedere il permesso per studiare, per vestirsi come vuole, per amare chi vuole. La libertà delle donne in Italia non è negoziabile. Non esistono luoghi di culto che si sottraggono ai controlli, e non esiste neanche un grammo di tolleranza per la propaganda fondamentalista e per chi organizza cellule jhadiste sul nostro territorio”. La sicurezza “è ancora una nostra stella polare”, ha sottolineato.

Contro il crimine, “stiamo costruendo nuove carceri perché vogliamo garantire certezza della pena, e non risolveremo mai il sovraffollamento con indulti e amnistie”. E ancora, “Abbiamo protetto le donne sul serio con risorse strutturali per i centri antiviolenza, le case rifugio, il codice rosso, il reddito di libertà, il femminicidio come reato autonomo. L’orrore che ha strappato ieri la vita a Lorena ci stringe il cuore e ci ricorda che il femminicidio esiste e come se esiste. E combatterlo non significa dire che la vita di un uomo vale meno significa riconoscere che nel femminicidio c’è un aggravante, si uccide una donna perché ha osato essere libera e questo nella civiltà europea e cristiana non è previsto”.

Durante il comizio la premier si è interrotta per rispondere al telefono. “Scusate, era mia figlia. Ha chiamato tre volte”, ha detto dopo aver risposto al cellulare e aver bisbigliato poche parole per dire ”ti richiamo”.

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