Giorgia Meloni è intervenuta in collegamento alla festa de Il Tempo subito dopo il Consiglio dei ministri che si è tenuto a Palazzo Chigi. “Non sono rimasta sorpresa del fatto che forze politiche che ogni giorno propongono una nuova patrimoniale non piaccia che c’è un governo che taglia le tasse sulla proprietà. Per loro è un sacrilegio ma non è la nostra ricetta e devono farsene una ragione”, ha dichiarato la premier parlando dell’abolizione del bollo auto che ha portato le polemiche delle opposizioni.
Taglio delle tasse
“Abbiamo tagliato le tasse sul lavoro, sulla persona con l’Irpef, sulle imprese, alle famiglie, sulla proprietà, ultimo il bollo, abbiamo tolto la prima casa fino a una certa soglia: è un lavoro sul quale intendiamo andare avanti. A qualcuno che ha sempre detto che le tasse sono bellissime questo lavoro non piace ma a noi sì”, ha detto ancora Meloni, sottolineando che “per una patrimoniale bisognerà aspettare un governo diverso da questo, ammesso che arriverà... Noi continuiamo a lavorare per tagliare le tasse come abbiamo fatto finora”. Sottolineando che “c’è un lavoro fatto sul ceto medio, vogliamo continuare a tagliare le tasse per tutti e abbiamo un occhio di riguardo per un ceto che è motore di questa nazione, nonostante un contesto non facilissimo”.
Decreto scuola
Nel passaggio sul decreto appena licenziato dal Consiglio dei ministri sul burqa e il velo integrale, la presidente del Consiglio si è detta stupita “che la sinistra non sia d’accordo, perché vuol dire negare i diritti fondamentali a una donna e l’integrazione di cui qualcuno si riempie tanto la bocca” e ha ricordato che “il tema del tetto agli studenti stranieri in classe è stato posto da ogni governo, compreso quello di Letta e quello giallorosso a guida Conte. La differenza è che loro le cose le hanno dette, noi le abbiamo fatte”. Per questo l’opposizione è “incomprensibile” perché, dice, “vogliamo che quei bambini si integrino davvero” e la premier si è detta “orgogliosa” di questo provvedimento. “Hanno iniziato in questi giorni a postare foto di classi multiculturali, di bambini stranieri, come se noi avessimo qualcosa contro quei bambini, come se noi volessimo cacciare quei bambini dalle scuole, quando invece puntiamo a fare tutt’altro, cioè consentire a quei bambini di avere una possibilità di integrarsi davvero”, ha proseguito.
Immigrazione e sicurezza
Sull’immigrazione, la presidente del Consiglio ha ricordato che “avevamo promesso soluzioni strutturali per l’immigrazione clandestina e oggi possiamo dire che l’Italia non è più il campo profughi d’Europa. È un risultato di cui vado orgogliosa, ancora di più perché l’abbiamo ottenuta in un contesto avverso, nonostante gli evidenti tentativi di boicottaggio di chi ha provato in ogni modo a remare contro in questi anni. Se tutte le parti dello Stato avessero remato nella stessa direzione avremmo potuto fare ancora meglio, io non dispero che possa ancora succedere”. Poi, ha proseguito, “ricordo quando ci dicevano che le nostre idee, soprattutto in materia di contrasto all’immigrazione, erano delle idee eretiche. Che erano addirittura contrarie alla civiltà giuridica europea, sono fiera che oggi quelle idee siano la civiltà giuridica europea, atteso che sono norme dell’Unione Europea. Penso che questo ci debba ricordare una cosa semplice, cioè che noi siamo l’Italia e che con un po’ di sana consapevolezza di quello che rappresentiamo e della forza che abbiamo, con qualche idea di buon senso, noi possiamo indicare la rotta e non limitarci a inseguire o a seguire una rotta che è stata indicata da altri. Però per fare questo c’è bisogno di un governo di patrioti”. Meloni ha ribadito che la sicurezza è sempre e da sempre un tema fondamentale per questo governo a trazione di centrodestra e ha voluto ricordare che Caivano non è stata solo una bandierina per questo governo ma un punto di partenza per interventi strutturati che si sono poi estese su tutto il territorio italiano. Ha poi ricordato che in meno di quattro anni “abbiamo assunto 46 mila agenti delle forze dell’ordine e alla fine di cinque anni avremo assunto 70 mila persone e abbiamo realizzato 4.500 operazioni ad alto impatto”.
Energia
Sull’energia, la premier ha esultato per il risultato ottenuto al Senato perché “dopo 40 anni l’Italia torna ad avere quel quadro di regole che le consente di produrre energia nucleare perché io considero un paradosso direttore che noi oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine però non possiamo produrre energia nucleare e questa legge risolve e affronta questo paradosso”. Grazie al nucleare, ha ribadito la premier, “avremo bollette meno care: è una scelta di visione, magari non sarò al governo quando gli italiani vedranno questa rivoluzione, ma sarò molto contenta di aver dato una sferzata in questa direzione”. Nel suo intervento ha poi voluto dedicare un ringraziamento a quelle opposizioni che non si sono impuntate per mere ragioni ideologiche, che “anche stando all’opposizione ci hanno dato una mano fin dall’inizio. Segnatamente voglio ringraziare Azione, Carlo Calenda, perché dimostra che ci sono ancora dei politici che sulle questioni strategiche, importanti per il futuro di questa nazione sanno andare un po’ oltre gli steccati”.
Elezioni
E in vista delle prossime elezioni, considerando la scadenza della legislatura il prossimo anno, la premier non si è tirata indietro nell’ipotizzare un confronto con il candidato premier del centrosinistra, a patto che questo venga individuato: “Il problema mi pare piuttosto sapere se avremo un candidato premier vero a sinistra perché io sono ferma alle proposte dei vari Speranza di usare il partigiano come prestanome da candidare premier per fregare la gente. Non dirci prima del voto chi guiderebbe un governo di sinistra in caso di vittoria: siamo abituati a questi metodi che però tradiscono quello che pensa la gente, quello che la gente vuole votare. Alla fine decidono loro nel palazzo perché quando si fanno queste proposte questo si sta dicendo”. A proposito del cantiere sulla Legge elettorale, ha poi spiegato che “noi dobbiamo essere contenti” se la riforma verrà approvata, perché “avremo consegnato a questa nazione norme con le quali saranno i cittadini a decidere”. Quindi, rispondendo al direttore Daniele Capezzone sul cosiddetto voto utile, ha dichiarato di non pensare “sia più di tanto da chiarire ai cittadini” quale sia, perché “penso che lo hanno già chiaro. Il voto è utile quando è utile all’Italia. Per come la vedo io, il voto utile è quello che consente di avere una maggioranza compatta, un governo scelto dai cittadini, che abbia un programma chiaro, che possa rispettare gli impegni presi, che non sia ricattabile”.
