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Governo

Il governo più duraturo della Repubblica. I risultati sul lavoro, sicurezza e migranti

Domani l’esecutivo in carica supera il “Berlusconi 2″: quattro anni di lavoro e una serie di numeri positivi da rivendicare. Occupazione al 63%, un milione di posti in più, disoccupazione giovanile scesa al 18. Sbarchi dimezzati, fisco e misure per le famiglie

(FILES) Italy's new Prime Minister, Giorgia Meloni holds the cabinet minister bell handed to her by Italy's outgoing prime minister during a handover ceremony at Palazzo Chigi in Rome on October 23, 2022. Giorgia Meloni's hard-right government on September 2, 2026 becomes the longest-lasting in Italy's postwar history -- a notable record that belies considerable challenges ahead of elections next year. In a country once a byword for political instability, Italy's first woman leader will have been in charge of the same administration for 1,413 days, one more than the late Silvio Berlusconi managed during one of his four stints in office. (Photo by Andreas SOLARO / AFP)

Il giorno del record è arrivato. Tutto è pronto al porto di Bari per celebrare il governo Meloni che, domani 4 settembre, diventerà ufficialmente il più longevo della storia della Repubblica. Un primato figlio di una stabilità mai vissuta prima dal nostro Paese e che ora diventa il tratto distintivo dell’ avventura a Palazzo Chigi della leader di Fratelli d’Italia.

Alle 18, davanti a una platea di esponenti del governo, la premier salirà sul palco per celebrare i 1.413 giorni consecutivi di governo, uno in più dei 1.412 raggiunti dal governo Berlusconi II, rimasto in carica dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2005.

Il traguardo arriva dopo quasi quattro anni di governo e dopo un’altra scalata completata nei mesi scorsi. Lo scorso 2 maggio, con 1.288 giorni di vita, l’esecutivo Meloni aveva superato il Berlusconi IV, fermo a quota 1.287, conquistando il secondo posto nella classifica della longevità. Ora arriva la vetta. Ma la festa del record non sarà soltanto una celebrazione «temporale». Ieri Fratelli d’Italia ha pubblicato una brochure, dal titolo «Il governo più stabile, l’Italia più forte», che mette in fila numeri, provvedimenti e risultati rivendicati dall’esecutivo. Il primo è quello dell’occupazione. A luglio 2026 gli occupati hanno raggiunto quota 24 milioni e 370mila, oltre un milione in più rispetto ai 23 milioni e 252mila del novembre 2022. Il tasso di occupazione è salito al massimo storico del 63,2%, mentre la disoccupazione è scesa dal 7,8 al 5,8%. Ancora più significativo il dato relativo ai giovani: il tasso di disoccupazione è passato dal 24 al 18,9%, toccando il minimo storico. E non è cresciuta soltanto la quantità del lavoro: i contratti a tempo indeterminato sono aumentati di oltre 1,3 milioni, i precari sono diminuiti di 534mila unità e l’occupazione femminile è salita dal 51,6 al 54,5%.

Il secondo pilastro è la famiglia. FdI mette in fila Bonus Mamme, congedi parentali, Bonus Nido, Bonus Libri, Bonus Nascite, revisione dell’Isee, Carta «Dedicata a te», sconto Tari e Piano Casa. Il Bonus Mamme è salito a 60 euro mensili per le lavoratrici con almeno due figli e Isee entro 40mila euro; per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli è previsto l’esonero contributivo totale. Poi il fisco. Riforma dell’Irpef e taglio del cuneo hanno immesso oltre 21 miliardi direttamente nelle tasche degli italiani. Gli scaglioni sono passati da quattro a tre e l’aliquota sui redditi tra 28mila e 50mila euro è scesa dal 35 al 33%. Senza dimenticare il deficit/Pil è passato dall’8,1% del 2022 al 3,1% del 2025.

Ampio spazio anche a immigrazione e sicurezza. Nei primi sette mesi del 2026 sono sbarcati circa 16mila migranti, il 55% in meno rispetto al 2025 e il 60% in meno rispetto al 2022. Dal primo gennaio al 26 agosto sono stati effettuati 5.620 rimpatri.

Sul fronte della sicurezza il governo rivendica 45mila assunzioni nelle forze dell’ordine. Circa 4mila operazioni «Alto impatto» hanno consentito di controllare oltre un milione di persone. C’è poi la sanità, con il Fondo sanitario nazionale passato dai 126 miliardi del 2022 ai quasi 143 previsti per il 2026; l’energia, con 24 gigawatt in più di potenza rinnovabile installata. Sul fronte della formazione, l’abbandono scolastico è sceso dall’11,5 al 7,3%, il Fondo ordinario per l’università è salito a 9,4 miliardi e a Medicina sono stati creati 8mila posti aggiuntivi.

Export, turismo, agricoltura, cultura, intelligenza artificiale e sport completano il bilancio. E domani, a Bari, il primato sarà raccontato come il presupposto fondamentale a governare e continuare a migliorare lo stato di salute del Paese. Lo strumento con cui far fruttare stabilità e coesione e tradurle in risultati concreti.

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